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Salve ciurma! Eccoci giunti pian piano all'ottavo Episodio, chi l'avrebbe mai detto? Quanti di voi avrebbero scommesso di arrivare a questo punto? E pensare che siamo solo alla narrazione del II° anno di Liceo, quel Galileo Galilei di Terni in cui abbiamo abitato per 5 lunghi anni. Questa volta non vi anticipo gli argomenti trattati ma sappiate che sarà la penultima mail del secondo anno, poi passeremo al III°, a meno che non abbiate ancora qualcosa da proporre o da ripescare, memorie sepolte chissà dove nel vostro cervello. Buona Lettura… Galilei, Quel Matto Corso D - Episodio 8 – Era particolarmente caldo quella mattina; studenti felici e spensierati, con il sorriso sulle labbra, stavano convergendo ancora una volta, l'ennesima, sull'epicentro della loro vita, quel luogo di tortura e beatitudine in cui spendere metà giornata, sottomessi, costretti a dimostrare tutte le loro conoscenze, ma quel giorno in ogni caso felici. No, tranquilli, nessun drogato, nessun intossicato da gas esilarante o sotto psicofarmaci, c'era solo Assemblea d'Istituto! Un giorno dedicato ai problemi della scuola? Al disagio degli studenti? Ma quando mai…bastava vedere i ragazzi che entravano tranquilli per l'appello, la maggior Questa volta, essendo compiti in classe ed interrogazioni lontane e approfittando della bella giornata, decidemmo di andare a Villa Palma; buttarsi su un prato sotto al sole a sparare cavolate aveva sempre il suo perché…dopo una colazione a base di cornetti, pizzette e tè freddo (ad eccezione di Filippo che si scolò una vodka per non soffrire dato che si rese conto che il suo amore verso Julia Roberts non sarebbe stato mai corrisposto), a bordo di quei pochi motorini disponibili, giungemmo alla meta; per quanto fosse divertente sentire Michelangelo insultare Luca e viceversa, dopo un'oretta di chiacchere si accese la lampadina…Eureka – “abbiamo bisogno di un pallone, almeno giochiamo a calcio, anche noi ragazze!” fu la proposta di Rita e subito Eleonora: “alèèèèè sìììì che bello, almeno posso dare calci su li stinchi a tutti!” – casa di Luca non era poi così lontana e l'idea delle ragazze non così malvagia, così Alessandra si offrì di accompagnare Tacchia in motorino a prendere la sfera, un'avventura. Il nostro eroe cercava di reggersi ad Ale il meno possibile, insomma una mano sulla spalla, intorno alla vita, sarebbe stata la normalità ma lui preferì appendersi con due dita alla giacca di Alessandra, come una stampella per i vestiti. Quando al ritorno ce lo raccontò le risate si sprecarono anche perché in perfetto contrasto con l'espressione di orgoglio di papà Luke quando vide arrivare il suo figliolo con una ragazza stupenda. Fatto sta che avevamo un pallone e come previsto la partita finì con qualche caviglia in meno; prima che la situazione potesse degenerare trasformandosi in un match di rugby, la provvidenziale pioggia ci mandò tutti a casa. Peccato, a rugby me la sarei cavata meglio. Il giorno successivo a scuola le spiegazioni ci stavano uccidendo, nessuna ora di italiano con la Leli in cui riposarsi, né educazione fisica o tedesco, nemmeno mega partite a battaglia navale con il mio compagno di banco Paolo (per una volta eravamo attenti), ma inglese, matematica, latino e storia dell'arte…già, quella lezione della Sabat-Bond passò alla storia. Durante l'interessantissima ma alquanto noiosa spiegazione dell'ultima ora, mentre tutti eravamo intenti a prendere appunti, ‘Gnotto senza alcun motivo si mise a canticchiare a bassa voce: “Flinsto, ecco i Fristo, antenati scatenatiii, Fristo ecco i Fristo nananananananaaa”. L'apparente stato di torpore e silenzio che regnava in aula fu compromesso da queste semplici note, enunciate così soprappensiero, senza secondi fini ma nessuno avrebbe potuto prevedere la reazione di Solvi…prima uno sguardo impassibile, occhi seri persi nel vuoto. Poi con movimenti lenti delle mani si tolse gli occhiali, appoggiandoli sul banco come se già sapesse cosa sarebbe accaduto di lì a poco ed in quel momento iniziò a ridere, piano, soffocando quasi per cercare di non farsi sentire, poi più forte, di più, di più fino ad arrivare a piangere. Una di quelle risate di gusto estremamente contagiose così lo stesso Giovanni, la causa di tutto, Paolo ed io iniziammo a piangere divertiti. Anche la Sabatini non sapeva come comportarsi. Non interruppe la sua spiegazione ma continuava a guardarci con un misto di curiosità, rabbia e compassione; quella volta non ci mandò fuori dall'aula e comunque quel quarto d'ora passò alla storia; se da una parte fu una grande, meritata, non voluta vendetta da parte di Giovanni verso chi più di tutti l'aveva fatto sbottare, dall'altra era la nascita di FRISTO, unico soprannome di Lorenzo, tormentone degli anni seguenti, la clava come marchio di fabbrica delle sue storie, nessuno più lo avrebbe chiamato con il suo vero nome. Nell'estate dello stesso anno Giovanni tentò di trovare un'altra parola che potesse sortire lo stesso effetto ma fu un tentativo vano, tanto che quella parola studiata per far ridere Fristo la usò come suo nick per giocare a Duke Nukem…quale parola? Ma unusquisque! Ma questa è un'altra storia… Concludiamo qua questo VIII episodio, una mail di transizione con la quale iniziamo ad abbandonare il Biennio per lasciare posto al III, molto ricco di eventi. Prima però c'è ancora una cosa del II di cui parlare, argomento che tratterò nella prossima mail… Ne approfitto per girare a tutti voi l'invito della Dott.ssa Martiniani alla sua festa di laurea, Sabato 3 Novembre (non mi ricordo se a Palmetta ma fatevi sentire). Sembra proprio che ci vedremo presto allora! Alla prossima, MaRyo NEWSLETTER: http://www.maryoweb.org/Ricordi/Episodi/ep8.htm |