Stavamo condividendo la stessa aula da un anno e mezzo ormai e ancora non si era verificata l'occasione di divertirci tutti insieme in un ambiente extrascolastico, certo, le ore della Leli risultavano sempre molto gradite e permeate da pura follia, ma comunque all'interno delle care, decisamente vecchie mura del Liceo Galileo Galilei. Per fortuna le capacità organizzative di Eleonora vennero in nostro aiuto: “sentite, ohhh state un po' zitti che ve cechi! Facciamo la festa di Carnevale a casa mia che tanto ho la taverna e poi presto cambio casa”. Cambio casa…significava che potevamo sfasciare tutto? Allagare la stanza per le lotte nel fango in bikini delle nostre compagne di classe? Spalmarci di gelato e leccarci tutti e poi rotolarci nel fango arrapati come scimmie? Niente di tutto ciò, ma solo perché poi la casa avrebbe perso di valore ed Ele doveva pur venderla; optammo per la musica, belle maschere, cibo e poche gocce d'alcool.

Come non trattare poi l'atmosfera nelle ore della Leli ed i gruppi di “studio” improvvisati che si creavano spontaneamente per passare una bella ora di buco? Ma procediamo con ordine, concentratevi e regredite a ben 9 anni fa…fatto? Buon viaggio!!!

Quel Matto Corso D

- Ep. 6 -

L'annuncio di Eleonora ebbe un feedback positivo eclatante, da non credere che tutti o quasi avrebbero partecipato alla festa, così i giorni precedenti a scuola non si parlava d'altro che di come vestirsi. Il costume di ognuno era avvolto da mistero, protetto da segreto di stato, tranne qualcuno che aveva già le idee chiare – “ma boh, mi affitto qualcosa di ganzo” – disse Lorenzo, “ma che ne so, da poliziotto credo” – Sorva dopo la recita c'aveva preso gusto, “ah, io mi porto due maschere, da zingara e da brasiliana” – evidentemente a Chiara piaceva il carnevale, non come Mario: “ah, a me non piace per niente vestirmi, mi metto la mimetica e via”. Tirando le somme, l'indecisione regnava sovrana, soprattutto quella di Nicoletta che durante l'ora della Leli scherzando disse: “e se mi vestissi da Cenerentola? Ma non quella della barzelletta!” – “che barzelletta? Racconta!” strano a dirsi ma nessuno dei presenti la conosceva – “dunque, c'è Cenerentola […] e alla fine il Principe Azzurro se ne viene su un vassoio e fa “Cenerentola e la scarpetta?” – risate miste a disgusto si dipinsero sul volto dei presenti ad eccezione del giovane Luca che rivolto a tutti, con spontaneità ed umiltà, disse: “cioè? Che fa il Principe? Che significa se ne viene?”. Risate fragorose irrompevano dal più profondo del nostro essere, sconquassando le budella per poi sgorgare dalla bocca divertite, molto meglio questo della barza di Nicoletta; Alessandra e Rita con le lacrime agli occhi cercarono di spiegare: “dunque Lù, quando un uomo e una donna fanno sesso…anzi no, quando l'ape arriva sul fiore preleva il polline…” – “a Lù, il Principe sborra! E daje no!” – Nicoletta arrivò al punto, Luca capì e questa scena passò alla storia.

Insomma, il tempo passava; eravamo sommersi dai compiti in classe, con la testa proiettata già a Carnevale, l'unica materia che non ci preoccupava? Ma italiano naturalmente, scrivere un tema collettivo aveva sempre il suo perché e fu proprio in quella occasione che Paolo superò il mio record della versione di latino del secondo fatta in primo completamente ad intuito e vocabolario, risultato 8 1\2. Così, mentre tutti stavamo scrivendo il tema di tutti, Paolo non ne poteva più, la sua anima si sentiva soffocare a perdere tempo in quel modo e ci dimostrò che niente ma proprio niente era impossibile con la Leli; dopo appena mezz'ora, si alzò e con tono sicuro disse: “CONSEGNO”. La classe era allibita, aveva scritto una sola colonna e due righe di foglio protocollo, ma del resto la correzione praticamente istantanea da parte della prof gli diede ragione: 7 1\2, un record.

Ormai la festa era imminente, qualcuno ancora non sapeva come vestirsi, ricordo solo che Alessandra si avvicinò a Filippo e gli sussurrò in un orecchio: “ti mascheri in coppia con me?”. Dopo quei 2 o 3 millisecondi necessari a formulare una risposta immediata, con una leggera bava alla bocca accettò volentieri, del resto non era da ricercare nello scaffale delle novità il comprensibile interesse di Pippo per Ale…

Arrivarono alla festa in coppia, vestiti normalmente e Filippo con un impermeabile lungo e sigaro…”ma che costume sarebbe?” – la curiosità della classe era alta, così Ale, ridendo, alleviò la nostra sofferenza – “ma da Bonnie e Clyde, non si capisce? Ho pure la pistola!”. La festa procedeva bene, si parlava con Pippo del cubano, ovviamente acceso; mi attraeva non poco l'idea ma rifiutai e pensare che solo tre anni dopo sarebbe diventata una piacevole abitudine!

In quel momento non eravamo semplici studenti, ma un gruppo di giovani uomini e giovani donne 15\16enni con gli ormoni in subbuglio e con un corpo ancora non in grado di reggere l'alcool in nessuna sua forma o quantità. Fu proprio quello a scatenare il delirio. Il caso volle che Eleonora in quella taverna avesse un jukebox vecchio stile con guarda caso, tra le tante, la canzone colonna sonora di un cult del cinema: 9 settimane e mezzo, “you can leave your heat on”. Non sapevamo quale bottiglia di birra ringraziare o quante molecole di alcool fossero state necessarie, ma una delegazione di giovani donne della classe improvvisò uno spogliarello; certo, senza togliersi nulla se non la maglia, ma l'ancheggiare e lo scuotere i capelli, la testa in modo sensuale e provocante ottenne l'effetto voluto. Ora possiamo ammetterlo, eravamo arrapati. I ragazzi avevano un picco di testosterone mai visto; Valentino sembrava più peloso, Luca notò crescere i baffi sul suo volto, Sorva rischiò di stabilizzare la voce, Filippo ed io in stato vegetativo con la bava alla bocca proprio davanti ad Alessandra e Nicoletta. Il vero tocco di classe però, fu il lancio dei reggiseno, abilmente tolti senza spogliarsi, verso di noi…afferrai quello di Nico e a mò di trofeo me lo misi in testa contento. Erano momenti quelli nella vita di un quasi sedicenne che potevano segnare e mentre percepivamo chiaramente il tepore di quel tessuto, fu divertente confrontare quello di Ale con quello di Ele, ahahahah, una prima ed una quinta, un palloncino e una mongolfiera. Terminato lo show fu il nostro turno, ma siccome noi ancora eravamo bambacioni (per citare la prof.Damiani), si esibì solo Valentino che rimase a torso nudo lanciando la maglia, del resto togliere le mutande senza sfilare i pantaloni non era materialmente possibile! Il fondoschiena di Ceccontino fu giudicato positivamente e molto apprezzato con urla ed applausi, ma quello che ci preoccupava era lo stato pensieroso di Filippo, che, dopo il sigaro ed una quantità imprecisata di alcool ma comunque lucidissimo, si rese conto che non poteva rimanere tranquillo senza provarci, l'attrazione troppo forte lo spinse al baratto: “oh Mà, io ci provo” – e prima che potessi proferir parola andò da Alessandra – “senti, se mi dai un bacio, mi tiro giù i pantaloni fino a metà coscia”; purtroppo non circolava abbastanza alcool nelle vene di Ale e ancora la ragione dominava solida e lucida nel suo cervello, così, a malincuore, il nostro eroe prese un due di picche ma non di quelli amari e difficili da digerire, ma leggeri che non lasciano segno.

Tra uno scherzo a ‘Gnotto ed uno scherzo a…'Gnotto, la festa stava volgendo al termine, qualcuno iniziava a tornare a casa e Paolo vestito da bambino piccolo, la brasiliana Chiara, la gatta Giulia, la pantera Valeria, abbandonarono la sala e a seguire tutti gli altri. Come sempre quando si stava bene in compagnia il tempo ero solito scorrere a velocità doppia, concetto inversamente proporzionale alla velocità dell'ultima ora di spiegazione con la Sabatini, lunga ed interminabile.

Certo, prolungare il tutto con un pigiama party non sarebbe stata un'idea così malvagia, si poteva sempre trovare un'alternativa valida alla musica, che ne so…un Nutella party! Spalmarci di crema alle nocciole e leccarci tutti in segno d'amicizia e reciproca stima, fare a cucinate, non sarebbe stato così male, ma cosa volete farci…certe cose proprio non vengono in mente a 15\16 anni e così ognuno dormì nel suo letto, felice per l'ottimo evento extrascolastico, del resto l'unica cosa che ci riservava il prossimo futuro erano di nuovo ore ed ore di spiegazioni, compiti, interrogazioni, per fortuna le frasi “Coooolonna, staaai attento” o “icse ed ipsilo” o la frase “D'Ambrosio terrone” all'ingresso, ci sollevavano il morale, sempre.

Il rientro nelle prigioni del Liceo Scientifico Galileo Galilei fu meno traumatico del previsto, così, tra un'ora di tortura (Latino, Matematica, Fisica), una di sonno (Storia dell'Arte), una di riposo (Tedesco), i giorni passavano lenti, finchè una mattina qualcuno decise di indire uno sciopero; per cosa? Uhm…la palestra inagibile? I termosifoni non funzionanti? Troppo foche uccise in modo brutale? Poco importava, pur di non entrare e buttarsi su un prato al sole. La nostra classe quel giorno decise compatta di non aderire, stranamente per una volta ci trovavamo tutti d'accordo ad entrare, non c'era una causa valida per scioperare, eravamo tranquilli, pronti a fare il nostro dovere di studenti, quando qualcuno esclamò: “scusate, ma Luca? Non ci sta nemmeno il motorino”. La risposta pronta di Bambü spiegò tutto: “seee tranquilli, è Luca, colleziona bigliettini di ritardo dal vicepreside, secondo me glieli scrivono in anticipo ormai, è sempre in ritardo, quando arriverà sarà talmente tardi che non si accorgerà nemmeno dello sciopero, ma tanto gli va bene che entriamo tutti”. Effettivamente Luca e Giovanni avrebbero potuto tranquillamente gareggiare per il premio ritardatario cronico della scuola, ma questa volta la situazione era diversa…Filippo a bordo del suo Formula 50 raggiunse la nostra panchina, punto di ritrovo per 5 anni, informandoci dell'accaduto cioè che – “Luca è cascato col motorino, ci sta l'SR per terra in via Mazzini, ha preso sotto un vecchietto in bici, è partita adesso l'ambulanza” – SHOCK! Non si poteva lasciare solo un amico in quelle condizioni e così magicamente si passò da “Conti, Nano Bavoso, ah Lù non saaai nieeenteee, si lu pomi, oh Lù sta zitto va”, pronunciate nel corso degli anni da vari personaggi, a “nooo Luca, chissà come sta, dobbiamo stargli vicino, siamo la sua classe” e prima che qualche ragazza pensasse di strapparsi i capelli per la disperazione, la decisione fu unanime:

NON POTEVAMO ENTRARE A SCUOLA

Ora, il problema da risolvere era di tipo logistico, cioè come arrivare in ospedale, c'era il rischio di essere beccati in due in motorino per una causa più che giusta. Elenco delle persone motorizzate: Filippo, Alessandra, Paolo, Eleonora. L'idea era di partire subito in motorino portando qualcuno e gli altri in autobus; rimaneva sempre il rischio di sequestro del mezzo dato il conducente minorenne, così dato che una pattuglia di vigili urbani si trovava fissa davanti alla scuola e quindi non era possibile partire senza essere scoperti, Paolo prese il sopravvento: “basta, vado dal poliziotto e gli spiego la situazione”. Pazzia o lampo di genio? A voi decidere, ma l'aria soddisfatta di Paolo ci rassicurò; dissero che avrebbero chiuso un occhio ma se avessimo incontrato loro colleghi lungo la strada, sarebbero stati cavoli nostri. Così partimmo e non ci furono problemi, del resto eravamo in missione per una giusta causa. Lo trovammo su un letto d'ospedale con un occhio tumefatto e nero nonostante il casco (che aveva protetto doverosamente il resto del testone) e ci spiegò che era andato contro un vecchio in bicicletta che gli aveva tagliato la strada e che la colpa era tutta sua per aver oltrepassato la linea gialla dell'autobus. Per fortuna finì tutto con una risata, sia in quel momento, sia nei giorni seguenti a scuola quando Luke si presentò con occhiali da sole enormi e scurissimi per coprire l'enorme palla nera sul suo volto…qualcuno mise in giro la voce che l'avevano menato e tutto tornò alla normalità…

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Bene, termina così il sesto episodio e sperando che abbiate gradito, fatemi sapere cosa ne pensate! Sto ancora aspettando le vostre foto con la vostra descrizione ma ho capito perché non le avete mandate, non vi ho detto dove! Provvedete a farlo, vi lascio la mail infondo tra i link, anzi no, tanto il mio indirizzo è quello che leggete quando vi arriva la newsletter. Poi vediamo, sono stati aggiunti nuovi reperti nella sezione dediche e disegni e…apre la sezione Fumetti! Ne arriveranno altri, datemi tempo, intanto sono on-line quelli del III° e del IV°. A quanto pare molti di voi vogliono fare una cena prima del ponte del primo maggio o intorno a questo periodo, quindi se avete preferenze per un giorno ditele, almeno vediamo di accontentare più persone possibili, ma soprattutto fateci sapere se ci siete! Bene, per ora è tutto.

Alla prossima e a presto,

Umberto

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NUOVE DEDICHE: http://www.maryoweb.org/Ricordi/reperti/ddediche.htm

FUMETTI: http://www.maryoweb.org/Ricordi/reperti/fumetti/vignette.htm

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IMPORTANTE: ditemi i vostri ricordi, quali argomenti trattare e quello che ricordate della gita del terzo…

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