Eccoci di nuovo qua dopo non molto tempo dall'ultima mail. Prima di inoltrarci nelle intricate trame del passato, volevo informarvi che scannerizzare (o se preferite scansionare) i diari non è un lavoro facile e ci vuole tempo, quindi portate pazienza che il risultato sarà fantastico; sappiate che ne vale la pena, sono morto dalle risate rileggendo quelli di Michelangelo e presto saranno anche a vostra disposizione. Qualcuno di voi voleva consegnarmi già i suoi, ma è inutile tenerli a casa mia se ne ho altri, mi farò sentire io (in questo discorso è escluso il neo Dott.Magistrale Luca Conti, l'unico essere umano ad usare due diari in cinque anni, diciamo che per lui era più importante averne uno piuttosto che usarlo, tanto poi per chiedere i compiti bastava alzare il telefono, vero?). Veniamo al racconto…

Galilei, Quel Matto Corso D!

- 4th Episode -

Da poco è stato l'8 marzo, la festa del sesso femminile, la donna; l'avrete passato voi tutte a cena tra donne, a ballare sempre tra donne, oppure con il vostro lui magari in un posticino romantico, ma com'era stato vissuto nel corso degli anni di liceo questo giorno così particolare? Dal primo al quinto anno ci fu un declino, fino ad arrivare ad un livello standard; esaminiamo insieme il grafico:

In primo superiore noi maschi eravamo pervasi da un entusiasmo pazzesco, a 15 anni si è in piena tempesta ormonale, alle scuole medie non eravamo soliti regalare fiori o meglio non era nostra iniziativa, ma in quell'occasione ci fu un'organizzazione pazzesca. Erano le 10:05 del 7 Marzo quando i 10 si sedettero intorno all'ultimo banco in riunione strategica, la ricreazione non molto lunga obbligava a decidere tutto in 10 minuti…

Tra l'odore di pizzette unte e di pane e stracchino (di chi?) pian piano si stava delineando una situazione chiara:

  • Filippo: “allora, ci state tutti a comprare i fiori?”
  • Tutti: “ma sì certo, bell'idea”
  • Pimpo: “sì, sì, va bene, ce sto anche io anche se so allergico”
  • Tino: “sì ma quanto ci spendiamo?”
  • Michelangelo: “Beh, un mazzolino a testa va bene”
  • Lorenzo: “ma sì, come vi pare, a me va bene tutto”
  • Solvi: “hihihihihihihihihi”
  • Giovanni: “e se compriamo anche la mimosa? E' un dolce buonissimo, anche piccola da mettere sopra la cattedra in mezzo ai fiori, fa scena!”
  • Mario: “non è male come idea, sentiamo il prezzo e decidiamo”.

Il giorno seguente una delegazione del 1°D si recò in pasticceria e dal fioraio; mentre la pratica dolce venne conclusa in pochissimo tempo, più complicato fu scegliere i fiori…in una classe prevalentemente femminile, la spesa non era certo poca, così optammo per un mazzolino piccolo ma mente Michelangelo ed io stavamo pagando, Paolo era ancora in trattative: “Pà guarda che abbiamo fatto…”

•  Paolo: ”…[…] e mi scusi quello quanto viene?”

•  Fioraio: ”con la confezione preparata 60.000 £, ottima scelta con qualche rosa in mezzo”

•  Mario\Michelangelo: “ah, ma è una cosa tua! Per chi è? Eh? Eh?”

•  Paolo: “così alto, lasciatemi fare…poi vi dico…e quella pianta di mimose nel vaso, senza le rose?”

Fioraio: “beh, anche quella è bella, la tua ragazza sarà contenta, quella…vediamo…sono 40.000 £ ”

•  Paolo: “beh, veramente glielo devo chiedere, bene, la prendo!”

Stavamo assistendo al tipico esempio di “dillo con un fiore” e Paolo ci svelò il suo piano: svegliarsi la mattina presto, entrare a scuola 10 minuti prima convincendo il bidello Roberto o ‘Mmmmilio e collocare la pianta di mimose sul banco della ragazza in questione. Praticamente quello che avevamo pensato di fare noi per le “compagne” di classe.

  • Mario: “ma in che aula devi andare te?”
  • Paolo: “in 1°D, sai quella classe in cui stiamo tutti i giorni?”

Wow!!! Da non credere! Dopo il tentativo di Michelangelo con Giulia avevamo l'opportunità di assistere alla genesi di una potenziale coppia nella nostra classe, ma chi era la ragazza? La curiosità rimase fino la mattina seguente quando il nostro eroe posò il suo cesto\vaso di mimose sul banco di…Chiara!

Il gesto del nostro eroe non ebbe il risultato sperato, la parte femminile della classe non ci reputava ancora ragazzi maturi, ma materia informe di sesso maschile che doveva crescere, del resto all'età di 14-15 anni la differenza poteva essere molto evidente, così rimase il bel tentativo di Paolo ed una torta buonissima da gustare per tutti (attendiamo conferme, vi è piaciuto quel giorno? Siamo stati bravi?).

Gli anni seguenti preferimmo puntare sulla quantità più che sulla qualità, così ci ritrovammo a comprare fasci di ramoscelli di mimosa non confezionati, quelli con cui poi i fiorai realizzavano bellissime e costosissime composizioni; purtroppo nei 4 anni successivi nessuno fu così intelligente da trovare un albero di mimose da ripulire, ma ce la cavammo bene lo stesso.

Segnaliamo le due persone in assoluto più entusiaste dell'8 marzo: Luca Pimpo e ROBERTA, entrambi allergici al polline di mimosa e condannati a starnutire tutto il giorno con gli occhi gonfi e rossi…non dimenticatevi mai però che l'amore vince sempre su tutto e fu proprio quello a spingere Luca Pimpo in seconda liceo a regalare mimose e rose (tante rose) a Claudia Bambü, rischiando di starnutire a vita, ma questa è un'altra storia che forse approfondiremo…forse…non possiamo certo dire che nel corso degli anni non ci siamo dati da fare eh?

Sperando di avervi divertito o almeno fatto sorridere, proseguiamo il sentiero narrativo addentrandoci in quello che fu l'evento più rilevante del primo anno (già m'immagino il vostro volto incuriosito ed impaurito allo stesso tempo, dalla serie “mò di che parlerà questo?”) la recita di seconda lingua tedesco-francese, preparata non so per quale motivo, divertente certo, ma ad un livello che sfiorava il demenziale. Insomma, chi non si ricorda tuttora dopo quasi 11 anni il nostro Luca “Tacchia” vestito da Cupido? Non parliamo poi di me, costretto a ricalcare il ruolo del poliziotto svizzero Hüber (ricordate la televisione svizzera di Aldo Giovanni e Giacomo su Mai Dire Gol?) con la battuta “Achtung! Achtung! Es gibt eine Hilfe in der Hotel Stella Alpina!”, una cosa tristissima, non tanto per il ruolo quanto per il fatto di dover fare prove su prove per una sola frase. Rimane almeno la soddisfazione di essere stata la prima classe ad usare il teatrino della scuola quell'anno. Ho scoperto da poco che esistono testimonianze fotografiche dell'evento e prima o poi una volta reperite le pubblicherò per soddisfare la vostra sete di curiosità. Ma ricordate tutta la storia della recita? Mi viene in mente solo Filippo con un impermeabile lungo, Lorenzo Fristo anche lui poliziotto, poi basta, il vuoto (attendo vostri aggiornamenti che magari pubblico la prossima volta o meglio copio\incollo la vostra mail o il vostro messaggio sul guestbook che faccio prima).

Chiudiamo il primo anno parlando della prima, bella in quanto nuova esperienza…l'autogestione! Non ricordo minimamente quale fosse il motivo vero, sentito, necessario a spingere gli studenti all'occupazione, un mezzo fondamentalmente inutile, mirato più a prendere una settimana di vacanza extra piuttosto che per manifestare il nostro disappunto sperando di ottenere qualcosa di concreto. Del resto, l'unico modo per contrastare l'oggetto della contestazione sarebbe stato quello di coinvolgere l'opinione pubblica, giornali e tv locali, ma questo non accadde mai se non per sottolineare da parte loro la nostra “vacanza programmata” e sminuire il tutto. Lasciando da parte le motivazioni, la nostra prima autogestione fu emozionante. Chi non ricorda Lamantia davanti al portone a radunare gli studenti? Credo sia stata quella meglio riuscita, quasi tutta la scuola stipata al primo piano, regnava quasi un regime marziale con la possibilità di andare in bagno ridotta al minimo col rischio di farsela addosso oppure dietro alla lavagna, i più grandi addetti alla sicurezza (eheheh) o a girare per la scuola tra classe e classe e tutti gli altri a sentire il discorso del perché eravamo lì ed a giocare a qualsiasi cosa di demenziale, relegati a fare numero. Non nascondiamocelo, ci piaceva quel ruolo; essere l'ultima ruota del carro ma sentirsi comunque importanti, utili per la causa, senza sapere nemmeno bene del perché fossimo lì, cosa importava, c'era l'opportunità di conoscere “quelli più grandi”, ammirare le splendide ragazze del quinto che mai e poi ci avrebbero degnato di uno sguardo ma era divertente seguire certe dinamiche. Ancora una volta emergevano le differenze: le ragazze della nostra classe uscivano con quelli del quinto e noi ci facevamo gli scherzi, leggevamo fumetti, giocavamo ai videogiochi e sparavamo cazzate. Beh, ad ognuno il suo ruolo ma tanto alla fine la situazione si sarebbe appianata ed in un futuro non tanto lontano arriveremo a raccontarlo, ghghghghgh.

Bene, direi che possiamo anche buttarci alle spalle questo primo anno di scuola e passare nella prossima mail al secondo…ahahah…già mi viene da ridere pensando al secondo, non vi anticipo niente.

Vi comunico che è ufficialmente aperta la sezione REPERTI del sito, buona visione ed ogni tanto visitatela perché aggiungo man mano che scannerizzo. Ovviamente per ora leggerete le dediche sui diari dato che le storie di Michelangelo le devo ancora sistemare. Ma la cena proposta da Filippo che fine ha fatto? Riusciremo prima o poi a farne una? Che ne dite prima di Pasqua? Non tornate tutti nella conca per le vacanze? Un saluto a tutti coloro che si sono fatti sentire per il mio compleanno, siete grandi.

Alla prossima,

Umberto

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•  REPERTI: http://www.maryoweb.org/Ricordi/reperti/reperti.htm

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