Ma salve o fedeli lettori delle mie secrezioni mentali in cui anche voi nuotate agili e felici come membri dei miei ricordi! E' passato più tempo del solito dall'ultima newsletter, ma qui c'è gente che studia, prepara esami, non li passa per niente o li passa come si deve…o tutto o niente, come al solito. Ma perché parlare di me? Parliamo di noi piuttosto! Abbiamo abbandonato con l'ultima mail il biennio e da questo momento ci addentreremo nel triennio, quegli anni in cui si verificò una crescita sotto vari aspetti…(maliziosi, so a cosa state pensando)…del resto si entrava in quella fascia di età in cui anche “quelli del quinto anno” iniziavano a sapere chi eri, a considerarti ufficialmente un coinquilino di quelle vecchie e care mura del Galilei. Ma iniziamo ad ambientarci analizzando i principali cambiamenti…

Galilei, Quel Matto Corso D
Episodio 10 – All'inizio del Triennio

Come ogni anno l'estate volgeva al termine. Gli ultimi temerari che disperatamente avevano rimandato fino all'ultimo secondo possibile i compiti delle vacanze, ora si trovavano a leggere libri, ad eseguire calcoli su calcoli (prodigandosi in problemi che proprio non ne volevano sapere di terminare con un risultato esatto), a leggere A Christmas Carol, o più semplicemente a telefonare ai più giudiziosi chiedendo, con un infinito giro di parole, <<se magari fosse stato possibile consultare il lavoro svolto, solo per confrontarlo e fare le opportune correzioni…>>. Ma quanto sarebbe stato più facile dire: “ohi, scusa, non è che hai fatto latino che me lo copio? Hai mica il riassunto di quel cavolo di libro d'inglese? Ma se faccio la prima metà delle equazioni e te la seconda e ce le scambiamo?”. Del resto latino al biennio non era stato fatto benissimo e poi a fine secondo anno la Prof. Poooorcacchia con molta tranquillità e simpatia ci salutò augurandoci buone vacanze e buona fortuna…buona fortuna? Ma per cosa? Beh, quel ghigno ironico che accompagnò la frase – “sì, sì, ridete, ma staaate attento peerchè la vostra futura prof del triennio mi haaa chiesto i cooompiti in classe per imparare a conoscervi e devo dire che la maaaggior paaarte di voi non la sa matematica” – rimase indelebile nella mia memoria. In tutta questa situazione di compiti su compiti per le vacanze, una parte di noi godeva non poco nel pensare agli altri compagni con un immenso libro di francese da fare mentre noi tedeschi nulla; una splendida prof fermamente convinta che “le vacanze sono vacanze” ci aveva evitato la fatica. Splendido.

Ultimati o meno tutti gli esercizi per le vacanze arrivò inevitabile il primo giorno di scuola del terzo anno, un evento sempre particolare e strano sotto vari aspetti: la sveglia della mattina sempre troppo presto, preparare lo zaino (ancora estremamente leggero), trascinarsi lentamente, impastati di sonno fin davanti all'enorme portone, intristirsi per la scomparsa della scritta D'Ambrosio Terrone ma poi trovare sulla panchina la prima certezza della giornata: Nicoletta, per cinque anni costretta ad arrivare prima di tutti noi. Il tempo di salutarla e fare due chiacchiere che arrivò man mano il resto della classe…ma non tutti, sia chiaro…già…la seconda certezza della giornata? Il ritardo di Luca (di solito entro il tempo limite, ma solo il primo giorno) e quello di Giovanni, nostro ritardatario cronico di fiducia. Il passo successivo da compiere? Armarsi di coraggio ed entrare! Operazione non certo facile il primo giorno, ma seguita dalla felicità di non avere l'aula al primo piano vicino alla segreteria; eravamo a piano terra, non all'ambito ultimo piano ma comunque vicino alla palestra e all'”ufficio”, il mitico bagno femminile. Questi cambiamenti si mostrarono alquanto banali se confrontati ad altri immensamente più importanti…

Infatti, due nuovi giovani corpi maschili si aggiravano nella classe, sicuri di se e con una naturalezza tale che pensavamo fossero stati con noi da sempre, invece non erano altro che i due nuovi acquisti: Federico e Graziano. Il netto svantaggio numerico nei confronti delle ragazze migliorò grazie a loro che si dimostrarono subito simpatici; a dimostrazione di ciò riportiamo “fedelmente” il dialogo seguente:

•  “ciao piacere, Federico”

•  “ah ciao, ben arrivato qua, Mario”

•  “Nooo te sei Mario?”

•  “Uhm…mi conosci? Dovrei conoscerti anche io e sto facendo una figura di cacca il primo giorno di scuola?”

•  “Ah Ah Ah ma che diciii! Tranquillo…ora ti spiego…mia mamma lavora con la tua e gli ha detto che avrei potuto riconoscerti subito perché ti ha descritto come un ragazzo piccolo e nero”

•  “Piccolo e nero? Uhm…comunque sì, Mario sono io, ahahah”

•  “Al limite nero mi sta anche bene, hai la carnagione scura, ma piccolo…ma dove? Ed io che pensavo che non fossi ancora arrivato dato che c'è un banco libero!”

•  “Ahahahah non sono mica Calimero! Il banco? Sarà di Luca o Giovanni, ritardatari cronici, poi te li presento” – ma in quel mentre…

<<Giovà hai pane e stracchino pe mmmerenda?>> - Michelangelo stava parlando con lui ed io avevo salutato Luca poco prima, quindi…di chi era il banco in più? Probabilmente un errore dei bidelli, poco male.

Come due anni fa e l'anno scorso, anche questa volta il destino ci riservò alla prima ora del primo giorno Inglese, così la Prof. Damiani, dopo i consueti saluti a tutti, iniziò l'appello. Francesca non fece in tempo a dire “PRESENTE!” che venne interrotta dall'ingresso in aula di una ragazza mora – “scusi il ritardo ma ero in presidenza” – a quel punto intervenne la professoressa: “allora, questa ragazza studierà con noi, si è trasferita da Roma; prendi pure posto dove vuoi. Ma guardali i maschietti bambacioni, saranno contenti!”.

Episodi di violenza iniziarono a manifestarsi tra la componente maschile nel tentativo di sfrattare il compagno di banco e liberare il posto, ma ebbe la meglio Jubby che ottenne così l'ambita ragazza nuova. Nel frattempo nacque in tempi brevissimi (nel giro di qualche minuto) il comitato – Conosci il più possibile la nuova ragazza del IIID – capeggiato da Michelangelo, ma Alessandra vedendoci così spaesati di fronte ai recenti cambiamenti ci semplificò il lavoro. Sicura di sé andò da Emanuela…la vedemmo parlare con lei qualche secondo per poi passare tra i banchi a rivelare a tutti noi l'amara verità: “mi spiace ragazzi, è fidanzata!” – disse a Filippo, - “meglio per lei” – rispose Pippo. – “è andata male, è occupata” – disse a Valentino, “poco male, tanto ce ne sono di ragazze!” – rispose Cecco. “ah Mà niente da fare, è fidanzata” – mi disse, “e vabbè, è sempre più bella Nicoletta” – risposi.

Uhm…mica male però la nuova” pensò probabilmente Paolo, ma l'effetto della notizia di Ale scatenò la reazione più bella in Michelangelo, che dopo un brevissimo “ma sì sì Alessà, grazie della collaborazione”, assunse la caratteristica espressione di chi apparentemente rimaneva distaccato e tranquillo ma con uno sguardo molto molto eloquente…insomma, un maniaco! Non è certo un segreto la fissa del nostro DVX Concae Ternanae per la mora Emi durante il III anno!

Insomma tempo di cambiamenti! Ma non è mica giusto subire solo noi la mutevolezza del tempo che fu, infatti anche i nostri diretti avversari, maestri di vita, amici di scuola (…) cambiarono. La conoscenza di matematica e geometria passarono dalla prof Pooorcacchia alla prof Formichetti, latino ed italiano alla Stroppolatini e le scienze al prof Casagrande. Invariati gli altri.

Ne abbiamo passate veramente di cotte e di crude con questi personaggi, che come sono stati definiti sulla seconda newsletter possono benissimo essere considerati “gli anziani del gruppo”…in questa corrente di cambiamento non possiamo non parlare poi delle collaterali new entry, quelle appendici che non sono altro che i fidanzati delle nostre compagne di classe…ricordate, nessuno di voi è al sicuro perché se tante cose sono state sepolte per anni, ora è il momento di farle emergere. Come disse un giorno Luke in un articolo sul giornale d'istituto: tutti i nodi DEVONO prima o poi venire al pettine, BUHHAHAUAAAH! Tremate gente! Tremate! Detta così sembra una minaccia ma sotto sotto sono una brava persona, tranquilli… (ghghghgh)…

Alla prossima,

MaRyo

Commenti: http://www.maryoweb.org/MaRyoguest/ghestbuk.htm

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