Da sempre ho considerato il Tibet, il tetto del mondo, come un popolo da preservare. E' una cultura così diversa da quella occidentale, che si basa su radici talmente profonde che la maggior parte di noi non riuscirà mai a cogliere o a comprendere fino in fondo. Ricerca dell'armonia, dell'equilibrio. Anche chi non è credente o chi professa un'altra religione non può non rimanere affascinato o comunque incuriosito dalla mentalità di questo popolo, da quei posti...Adesso più che mai non possiamo stare zitti! Chi segue la storia del Tibet sa che le cose che stanno accadendo questi giorni non sono un caso isolato ma si protraggono da anni ed anni...fino ad ora dove siamo stati tutti? Dove era il mondo quando veniva soppressa una cultura intera o quando non venivano rispettati i primari diritti dell'uomo? Ora che il tutto ha più visibilità dati i giochi Olimpici a Pechino, cerchiamo finalmente di ribaltare la situazione, di far capire a chi sta sbagliando che c'è un popolo pacifico che non chiede altro che essere indipendente, o meglio, di potersi amministrare da solo. E voi cosa ne pensate? Attualmente si sta cercando di boicottare il passaggio della torcia Olimpica, simbolo di pace (quando c'erano le Olimpiadi venivano interrotte le ostilità...) con conseguenti arresti, violenza e ancora violenza. Non è questo lo spirito giusto, quanto sarebbe meglio se il tedoforo si rifiutasse di trasportare la torcia? Sarebbe una situazione grave ma che darebbe sicuramente risalto ... Di seguito tutti i link per conoscere il Tibet, la storia e per seguire quello che sta accadendo ora...Dico solo...che senso ha far continuare il viaggio alla torcia olimpica? Per evitare gli scontri cittadini questa viene messa in autobus blindati, a San Francisco addirittura è stata fatta sfilare in periferia in zone sconosciute. Quale è lo scopo della torcia a questo punto? A voi la domanda...
http://www.italiatibet.org/tibet.htm - L' Associazione Italia-Tibet è un'organizzazione indipendente senza scopo di lucro che si propone di sostenere il lavoro del Dalai Lama e del suo governo in esilio, affinché al popolo tibetano venga riconosciuto il diritto all'autodeterminazione e siano garantite le fondamentali libertà civili.
http://www.tibetlibero.org - Una cultura plurisecolare distrutta, un ambiente naturale devastato, la popolazione autoctona ridotta ad una minoranza ghettizzata in casa propria, una sanguinaria e costante oppressione.Sembrano considerazioni tratte da un qualunque libro di Storia, purtroppo si tratta di cronaca.Non solo, si tratta di cronaca di cui nessun mass media fa riferimento, perché si tratta di verità troppo scomode...
http://www.tibet.com/ - Il sito ufficiale del Governo Tibetano in Esilio a Dharamsala in India
http://www.freetibet.org/ - Free Tibet Campaign stands for the Tibetans' right to determine their own future. It campaigns for an end to China's occupation of Tibet and for the Tibetans' fundamental human rights to be respected. Founded in 1987, Free Tibet Campaign generates active support by educating people about the situation in Tibet. It is independent of all governments and is funded by its members and supporters.
http://video.google.ca/videoplay?docid=7982410976871193492&q - Testimonianze da un paese occupato

IL CAMMINO DELLA TORCIA OLIMPICA

PARIGI
LONDRA
LONDRA
LONDRA
SAN FRANCISCO
SAN FRANCISCO
BUENOS AIRES
NEW DELHI
NEW DELHI

 

Apro il sito del Corriere della Sera e leggo questo:

“E se i disordini di Lhasa del 14 marzo non fossero stati altro che «un pogrom anticinese»? Una «caccia all'uomo finita con donne, bambini e vecchi dati alle fiamme?» e se la stampa internazionale «quella europea in particolare» fosse impegnata in «una campagna anti-cinese dai connotati razzisti», degna continuazione del vecchio «piano imperialista contro Pechino e della guerra dell'Oppio?». A pensarlo sono due intellettuali di sinistra: il filosofo torinese del pensiero debole Gianni Vattimo e lo storico dell'Università di Urbino Domenico Losurdo, che sulla Cina moderna ha scritto più di un libro. Nel giorno in cui Gordon Brown annuncia il proprio boicottaggio politico delle cerimonie olimpiche, Losurdo si è incollato alla sua posta elettronica per lanciare un appello agli altri intellettuali italiani affinché si riveda l'interpretazione «troppo squilibrata» a favore dei monaci di quanto sta succedendo in questi mesi pre-olimpici dentro i confini del Tibet. Finora l'unico che ha risposto con interesse alla chiamata da Urbino è stato Gianni Vattimo, che ha dato l'ok alla bozza di Losurdo: «Sì, io firmo».

CACCIA ALL'UOMO - A sostegno della loro tesi, finora del tutto minoritaria, i due professori - Losurdo è considerato vicino all'area dell'Ernesto, la minoranza di Rifondazione comunista, Vattimo, già europarlamentare ds, poi passato al partito dei comunisti italiani di Diliberto è ora approdato al marxismo tout court - portano anche foto, reportage di giornalisti stranieri, testimonianze di turisti che erano a Lhasa in quei giorni e «video della tv cinese, censurati in Italia, ma che - spiega Losurdo - sono facilmente scaricabili da internet»: «La stampa europea e quella italiana in particolare hanno accettato la versione dei monaci, e solo qua e là a spizzichi e bocconi si può leggere qualche informazione corretta sulla selvaggia caccia all'uomo di quei giorni in cui la polizia cinese fu chiamata ad intervenire troppo tardi, quando il più era già avvenuto». Riportare dunque all'ordine del giorno anche la vulgata cinese è la missione che i due intellettuali si sono proposti e per la quale sono al lavoro, limando il testo dell'appello da proporre ai loro colleghi, ma anche ai parlamentari e all'opinione pubblica. Una difesa vera e propria della Cina «dall'attacco occidentale»: «Prima l'indipendenza mascherata da autonomia del Tibet - protesta Losurdo - del Grande Tibet, poi della Mongolia interna e infine della Manciuria: non è altro che la versione aggiornata del piano imperialista inglese contro la Cina». “

Poi apro l'Opinione e leggo anche questo:

Ben vengano i matti che parlano chiaro di Valerio Fioravanti

In difesa di Gianni Vattimo. Vattimo firma un manifesto di solidarietà con la Cina. Fatto salvo un bel giro di parole, la tesi di fondo è che potrebbe trattarsi del Tibet che aggredisce la Cina, e non viceversa. Uno dice, ma non sarà mica matto uno che sostiene una cosa del genere? No, Vattimo non è matto, è solo uno dei rappresentanti più seri e coerenti, ed anche immaginifici a quanto pare, di quel filone intellettuale che vede complotti dappertutto, e dietro di tutto ci sarebbe lo zampino della Cia. Troppo facile ironizzare su Vattimo e la sua nuova stravaganza: il problema è che Vattimo ha il coraggio di dirlo apertamente, e di firmare con nome e cognome. Molti altri lo pensano lo stesso, ma per “correttezza politica” non lo dicono. Considerato comunque che il mondo è pieno di matti, ben vengano quelli che parlano apertamente, e si fanno riconoscere.

Poi su Libero News troviamo anche un'intervista...

«Teocrati e nullafacenti»
Gianni Vattimo firma un appello contro la campagna anticinese sbilanciata a favore dei monaci tibetani, casta di parassiti, a suo dire, che vive alle spalle della popolazione più povera. L'intervista
di Lorenza Provenzano

La repressione sanguinosa, i morti, le carcerazioni, le torture e infine quel che il Dalai Lama definisce « genocidio culturale »: non c'è dubbio che le notizie che giungono dal Tibet superando il filtro della censura cinese sollevino unanimi reazioni di condanna, nonostante l'ipotesi di boicottaggio dei Giochi sia stata bocciata dai governi delle nazioni partecipanti. Il contestato tragitto della fiaccola olimpica e la decisione, annunciata dal premier inglese Gordon Bown , di disertare le celebrazioni di Pechino sono un chiaro esempio di come l'opinione pubblica sia schierata a favore del popolo tibetano. Unica voce fuori dal coro, quella di Domenico Losurdo , storico dell'Università di Urbino, promotore di un appello diffuso tra gli intellettuali contro questa « campagna anticinese dai connotati razzisti». Firmatario al momento solitario, Gianni Vattimo appoggia la battaglia di Losurdo perché sia rivista l'immagine «troppo squilibrata a favore di monaci» di quanto sta accadendo in Tibet, la cui autonomia - dice Losurdo sul suo blog - è difesa non in nome dei diritti umani, ma per i rigurgiti dell' imperialismo britannico e americano , da sempre ostili alla Cina.

Vattimo, perché ha aderito all'appello di Losurdo?
Questa levata di scudi è talmente universale che anche solo per questo dovrebbe insospettire. Mi sembra davvero un'espressione del pensiero unico occidentale. Su Radio Radicale ho sentito parlare di «mondo libero», come usava in America negli anni '50.

La repressione avrà colpito anche la sua coscienza, no?
Non credo sia giusto sparare sui monaci, intendiamoci. Ma non mi piace neppure che l'indignazione in buona fede della gente venga usata con dolo. E' un po' come se tutti fossimo d'accordo nell'armare i bersaglieri in difesa del Vaticano. Ora non è che io abbia molto a cuore il problema dell'unificazione nazionale della Cina, tuttavia trovo curiosa questa difesa generale della teocrazia di monaci nullafacenti, contro la quale peraltro i tibetani stessi non si sono mai ribellati. La Cina non sarà l'ideale, quanto a democrazia. Ma neanche il popolo tibetano lo è. Tutti ora si commuovono per i diritti umani dei tibetani calpestati e dimenticano che ci sono ben altre ribellioni, in giro per il mondo (penso ad Haiti) per situazioni anche più gravi.

Chi aveva a cuore la questione del Tibet ha sempre lamentato il silenzio dei media sull'occupazione cinese del Paese. Ora l'attenzione dell'opinione pubblica si è allertata perché, proprio a ridosso delle Olimpiadi, la Cina ha deciso di mostrare il proprio volto peggiore: perché, secondo lei?
C'è stata una recrudescenza alla vigilia delle Olimpiadi, ma non saprei se c'è una strategia politica. Certo, c'è una questione di potenza regionale ed è vero che un po' di autonomia locale non guasterebbe. Però si può star certi che quando c'è l'appoggio occidentale a queste rivendicazioni, c'è sempre un motivo dietro. Il Kosovo, per esempio, è sede di basi Usa e questo spiega tante cose.

Losurdo allude a interessi imperialistici che manovrano per la difesa del Tibet, avanposto contro il comunismo (sui generis) cinese e insinua: la Cia e Hollywood si sono convertiti al buddismo. Non le pare un eccesso di dietrologia, questo, che si fa beffe dell'autodeterminazione dei popoli?
Sono domande che mi faccio anch'io. Per, osservi cosa accade nella democrazia italiana: se domani ci fosse un sondaggio pro o contro Berlusconi, il Cavaliere vincerebbe. D'accordo, devo prendere sul serio il modo in cui si esprime al gente e adattarmi perché sono democratico. Ma è chiaro che in casi analoghi la gente è influenzata dal sistema mediatico. Il che accade anche quando si tratta di politica internazionale. Nel caso specifico nessuno si chiede mai perché il popolo tibetano non si sia mai ribellato alla casta dei monaci che vive sulla spalla della popolazione più povera.

Lei e Losurdo parlate dei monaci come di una casta di parassiti che vivono alle spalle della popolazione più povera. Ammetterà che il Dalai Lama ha tutt'altra fama, in Occidente
Il Dalai Lama rientra nel novero di quella generazione di persone che nel corso della propria esistenza si sono molto perfezionate. Certo, anch'io preferisco io un ricco capitalista raffinato al rozzo operaio della Thyssen. Nietzsche diceva a tal proposito che sono necessarie lunghe generazioni di schiavi per far sì che emerga un Superuomo. Ma non per questo ritengo si debba diventare schiavisti. Altrimenti, quantomeno non si venga a parlare di autodeterminazione dei popoli.

 

Potrei continuare a cercare altre tonnellate di articoli, per fortuna il buon senso non ha abbandonato la maggiorparte dei lettori che hanno apertamente e giustamente criticato l'articolo dei due "letterati" Vattimo e Losurdo. Come si possono definire i monaci "teocrati nullafacenti"? Quei monaci nullafacenti sono depositari di una cultura millenaria, di una spiritualità ed armonia coltivata nel corso di una vita intera, uno stato di essere a cui probabilmente nessuno di noi potrà aspirare. Come si può sostenere la Cina o chiunque violi i più elementari diritti dell'uomo? Se ne parla solo ora perchè i giochi olimpici sono alle porte, ma è una condizione che va avanti da anni ed anni. E' giusto parlarne, è giusto che ognuno dica la sua ma almeno con buon senso. Non posso credere che due "letterati" (anche con ottime credenziali da quello che leggo) possano appoggiare così la Cina. C'è strumentalizzazione da parte degli USA? Non è quello l'importante. La cosa che deve avere la sua priorità è che c'è un popolo che per anni è stato ingiustamente soppresso, occupato militarmente, costretto a vivere nel terrore...prima di mettersi davanti alla posta elettronica e a spedire quel documento a tutti i letterati d'Italia bisognerebbe pensarci due e tre volte di più...riflettere...pensare...e sono sicuro che quel documento sarebbe finito nel cestino. E voi che ne pensate?

17 Aprile 2008 - Nuovo articolo interessante su Quotidiano.Net :

TIBET / LA FIACCOLA 'BLINDATA'

In India fermati 180 manifestanti
Messner: 'Farsa la torcia sull'Everest'

Proteste da Pechino per le dichiarazioni di un commentatore della Bbc, minacce ai giornalisti che parlano della situazione tibetana. La torcia del Giochi è giunta in India: top secret il percorso della staffetta

Pechino, 17 aprile 2008 -  Ondata di arresti a New Delhi in coincidenza con il passaggio della torcia olimpica nella capitale indiana. Almeno 180 attivisti tibetani sono stati fermati, secondo quanto hanno riferito fonti della polizia.


Intorno al percorso della torcia, accorciato a un terzo rispetto all'originale, è stato schierato un imponente apparato di sicurezza. Migliaia di agenti e soldati sono schierati lungo il tragitto dal palazzo presidenziale Porta dell'India e i tedofori sono scortati da uomini della sicurezza cinese in tuta azzurra.


A fronte dei 16mila poliziotti e militari schierati solo poche centinaia di scolari e spettatori sono stati ammessi ad assistere al passaggio della torcia.

Il percorso del simbolo delle Olimpiadi, quindi, continua a essere 'blindato' come già avvenuto in Pakistan, dove la corsa della torcia è stata confinata all'interno di uno stadio. Ad attendere l'arrivo della delegazione all'aeroporto militare di Nuova Delhi questa mattina all'alba c'era il presidente del Comitato Olimpico Indiano, Suresh Kalmadi.

Il percorso - tenuto rigorosamente segreto - è stato limitato ad un terzo di quello previsto in partenza per evitare complicazioni e le misure di sicurezza adottate sono rigorose: per disposizione del ministero dell'Interno, lungo i tre chilometri circa del percorso, porte e finestre di tutti gli edifici circostanti dovranno restare chiusi tra le 13 e le 18 locali.

Il governo tibetano in esilio in India, dal canto suo, ha esortato a manifestazioni "non violente" per evitare imbarazzi al governo indiano. "Abbiamo detto ai dimostranti che queste proteste devono essere pacifiche. Devono restare non-violente", ha detto Thubten Samphel, portavoce del governo in esilio del Dalai Lama.



"Noi viviamo in India, un Paese che da molti anni è per noi un buon ospite. Il fatto che siamo stati in grado di dare vita a una comunità attiva è perchè viviamo e godiamo della libertà dell'India - ha aggiunto - È molto importante non creare imbarazzi all'ospite e questo significa chiedere ai tibetani di far sì che la protesta sia pacifica. Possono esprimere i loro sentimenti, ma non creare inconvenienti al governo indiano".



La difficoltà di intercettare la fiaccola ha indotto esuli tibetani a organizzare sempre a New Delhi una controstaffetta cui hanno partacipato un migliaio di persone guidate da monaci buddhisti. La staffetta alternativa è partita dal mausoleo dedicato al Mahatma Gandhi, padre della lotta non-violenta per l'indipendenza dell'India dalla Gran Bretagna.

CINA CONTRO LA CNN

Il ministero degli esteri cinese ha presentato ai dirigenti della rete televisiva americana Cnn una formale protesta per le affermazioni del commentatore Jack Cafferty, che, nel corso di una trasmissione, ha sostenuto che i cinesi ''sono gli stessi teppisti e disgraziati che erano 50 anni fa''.

Secondo il portavoce del governo cinese Liu Jianchao, queste parole costituiscono ''un maligno attacco al popolo cinese'' e ''violano seriamente le regole professionali del giornalismo''. Ieri la rete televisiva americana aveva sottolineato, in una nota, che ''non era intenzione né di Cafferty né della Cnn di offendere il popolo cinese e ci scusiamo con tutti coloro che hanno interpretato i suoi commenti in questo modo''. Cafferty, prosegue la nota, ha semplicemente espresso la sua ''convinta opinione'' sul governo cinese, non sul popolo cinese. Per pechino, però, questo non può valere come scuse.

Nei giorni scorsi almeno tre giornalisti americani a Pechino hanno ricevuto minacce di morte a causa degli articoli che hanno scritto sulla situazione in Tibet, e ignoti vandali hanno lasciato scritte minacciose davanti agli uffici del settimanale Newsweek .

Ma dico io...i cinesi hanno negato la possibilità ai giornalisti di entrare in Tibet, ora chiunque si azzardi a scrivere qualcosa pro Tibet viene minacciato di morte? Ma dove sta la libertà di espressione? Ma soprattutto...sterminiamo la maggior parte del mondo?

Sempre sullo stesso sito...http://multimedia.quotidiano.net/?tipo=media&media=2849 scopriamo che Valentino Rossi e Loris Capirossi faranno qualcosa per la tappa cinese del Motomondiale, grandi!!!

Ancora un articolo simile da SKY NEWS 24: http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsID=80784

 

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