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I GIORNI PRIMA, IL VIAGGIO E ARRIVO A BOLOGNA “Ehi…ci vediamo a Bologna per la mia laurea, divento finalmente dottoressa!” – Sara esordì così il suo discorso. Sapevo che la tesi era quasi conclusa, il suo correlatore contento del lavoro, lei felice di riflesso ma la domanda venne spontanea: “sì, ok, tutto stupendo, ma quando ti laurei?”. La risposta in puro stile Sara non poteva essere che questa: “ah guarda, non lo so ancora, un giorno dal 12 al 16 Novembre ma ho già organizzato la festa la settimana dopo; ho deciso che vieni su tutte e due le volte. Se hai da fare non fa niente, io ho deciso così!”. Beh, che dire, data la vasta gamma di scelta a mia disposizione non potevo certo dire di no…comunque c'era tempo per decidere e vedere se il destino ancora una volta avrebbe fatto coincidere due eventi: sì, avevo un esame proprio quella settimana. Nell'incertezza sul da farsi iniziai ad informarmi sulle persone presenti alla laurea, su chi si occupava del regalo e in quanti partivano da Terni. Come da copione i dubbi rimasero tali per lungo tempo, ma a chiarire tanti interrogativi fu una telefonata di Giulia: “ciao Mario, sono Giulia, ciao. Senti visto che sei l'unico che parte da Terni ci faresti un favore per lo scherzo a Sara?” “Ehi ciao! Ma volentieri, solo che non so quando è la laurea, sai ho un esame” “Ah ma non lo sai? Il giorno è il 15 e poi andiamo a pranzo; la festa la settimana dopo” Perfetto! Perfetto! Finalmente avevo la certezza di poter andare, esame e dopo due giorni Bologna. Passammo Bastò una telefonata e tutto l'occorrente fu pronto. Per il regalo si incaricò Giulia, quindi rimaneva da programmare il viaggio. “Umbertoooo” – il classico inizio di telefonata del mio amico Luke – “come va? Senti, per Bologna andiamo in albergo vero? Arriviamo tranquilli e poi ho la macchina carica che scendo da Milano e porto via tutto. Io direi di arrivare per cena, passiamo da Sara e la mattina presto andiamo alla discussione della tesi…che ne pensi?” “Ehi! Che ne penso? Perfettamente d'accordo con la tua proposta. Stiamo belli comodi, albergo, arriviamo per cena che non posso partire prima delle 15:30 causa colonscopia. Alla fine anche per Sara è più comodo, insomma, poi la mattina ha la tesi da discutere, meglio se sta tranquilla, no?” “Perfetto, ci penso io all'albergo, ultimamente sono diventato bravo in queste cose. Bella”. Mitico! Ricapitolando: costume pronto da ritirare a casa di Sara a Terni, Giulia responsabile regalo, prenotazione albergo, Luke. Potevo preparare indisturbato l'esame. I giorni passavano tranquilli, fino a quello prima della partenza quando puntuale arrivò una telefonata: “Ehiiii…” – il classico inizio di telefonata della quasi dott.ssa Sara – “ho sentito prima Luca…ma siete impazziti? Voi venite qua a dormire, dai. Cavolo, ma che albergo e albergo…” “…” – non risposi neanche, tanto non aveva ancora finito… “…e poi mi scoccia, già vi pagate il viaggio. Ora chiamo Luca e mi sente, anzi diglielo anche te!” “Prima di tutto, ciao. Poi guarda, la penso esattamente come Luca, ci siamo già organizzati, noi siamo liberi di muoverci e te stai più tranquilla, va bene così” – pensavo che il discorso sarebbe finito lì ma… “ma che tranquilla e tranquilla! Secondo te dormirò tranquilla la notte prima? Ma uffa…” “dai, dai, non ti lamentare quasi dottoressa, ci si vede domani sera” Tutto ben programmato, non restava che mettere benzina e concordarsi con Luca. Il mattino seguente dopo una purga di tre litri e una colonscopia che per fortuna mostrò la perfezione del mio intestino, mi misi in viaggio per essere a destinazione alle 19:30 come stabilito. Le probabilità di due persone che partono da posti lontani e diversi (Milano e Terni) di trovarsi a Bologna davanti all'albergo alla stessa ora era un evento abbastanza remoto, conoscendo poi Luke…(ora mi mena)…Comunque, vuoi il traffico non tanto molto sostenuto e soprattutto l'uso del navigatore, arrivammo a destinazione a distanza di 5 minuti l'uno dall'altro: Luca con la macchina stracarica ed io stanco ed affamato (vorrei ben vedere con l'intestino completamente vuoto causa purga). Rumori e gorgoglii vari dallo stomaco suggerivano che l'ora di cena era ormai prossima, così data l'ora optammo per un ristorante: perché non trattarsi bene con tutte le comodità almeno una volta? Dato che dovevamo passare da Sara cercammo un buon posto lungo il tragitto dall'albergo a casa sua. Non conoscevamo la città, così telefonammo ad Alessandro per chiedere un consiglio e vederci: ”bello! Sì sì siamo a Bologna e qui c'è Umberto che ha una fame esagerata…dove possiamo andare? Oh poi ci raggiungi no?” – Luke aveva esposto il problema con chiarezza e la risposta di Ale arrivò puntuale e precisa: “beh, per una volta che capitate qua è bello mangiare tipico romagnolo. Potreste andare…” – e iniziò una lista infinita di posti, trattorie, ristoranti, compresi tra dove eravamo e via del Pradello. Salutato il nostro consigliere, proseguimmo lungo la strada…un locale ogni due passi e la fame saliva… “Umbè che ne pensi di questo?” “Naaa è più pub che ristorante pizzeria” “E questo? Fa pure il pesce!” “Certo, dopo una purga di tre litri ti pare che mangio il pesce!” …dopo 5 minuti a girovagare… “Umbè questo va bene, dai, leggiamo il menù…va bene, prezzi buoni e fanno tutto. Fidati, ormai so scegliere bene, come per l'albergo!” “GROOOWHL!!! Sì…il mio stomaco ha detto sì!” Eravamo due stronzi: “mangiamo tipico”, “quando si viaggia la cosa più bella è mangiare specialità del posto”, “andate in una trattoria tipica no?” – le frasi dette fino a pochi minuti prima…ebbene, avevamo scelto tra tutti un ristorante napoletano, più tipico di così!!! Da segnalare l'ottimo menù: pasta formaggi fusi e zafferano e una bella tagliata come secondo, proprio al sangue come piaceva a me. Alessandro ci raggiunse per il dolce…già, non si poteva dire di no ad una pastiera fatta in casa! A stomaco pieno, soddisfatti della cena e senza aver speso troppo, ci avviammo tutti e 3 da Sara; una telefonata prima di arrivare ci pareva d'obbligo: “Ehi, stiamo arrivando, stai andando a dormire?” – improbabile conoscendola… “ma bhe!?! Stiamo finendo di cenare, c'è un sacco di gente qua” “ah quindi niente camomilla…” “sì sì come no! Ho appena bevuto un daiquiri che mi hanno amorevolmente preparato…più o meno è la stessa cosa no? Dai, venite qua” Dopo poco eravamo sotto casa sua e proprio lì incontrammo Francesca. Era sempre bello rivederla dopo tanto tempo. Casa di Sara si presentava come sempre: un ostello! Oltre agli inquilini fissi rincontrai con piacere Bea e feci la conoscenza del nuovo acquisto di casa, una ragazza londinese mezza siciliana che parlava un italiano perfetto. Stavamo cazzeggiando felici e contenti, quando si fece l'ora di andare a nanna, del resto la nostra Sara aveva scelto di laurearsi alle 8:30!!! Dopo aver dato la buona notte, tornammo in albergo, doccia, due chiacchere e…zZz…zZz… IL GIORNO DELLA LAUREA La duplice suoneria dei cellulari costrinse i nostri giovani corpi ad un risveglio forzato; il tempo, non certo dei migliori, ci dava il suo buon giorno ed il progredire delle lancette dell'orologio ci invitava gentilmente ad accelerare il ritmo. Ci preparammo in un attimo, colazione veloce e via, in appena 20 minuti eravamo tirati a lucido, colazionati e sulla strada per la facoltà in perfetto orario. Il freddo penetrava nelle ossa, arrivare voleva dire stare al caldo, quindi affrettammo il passo ma una telefonata sconvolse i nostri piani: ”OoOoOH MarioOoOo! Ma dove state? Guarda che tra poco entra! Daiii!!!” – il “dolce” buon giorno di Francesca… “Oh Frà, buongiorno eh!?! Giro l'angolo e dovrei essere arrivato, manca pochissimo tranquilli!” “Ecco…dunque…se lungo la strada trovate un fioraio…i fiori! Non c'ha pensato nessuno! Se PER CASO li trovate…” Nooo…nessuno aveva pensato ai fiori! Chiedemmo informazioni su fiorai aperti in zona, deviammo un po' rispetto al tragitto più breve per arrivare e dopo circa 10 minuti PER CASO avevamo in mano una composizione floreale e una corona da dottoressa, con tanto di nastrino color scienza politiche. Arrivammo in facoltà quasi correndo ma ormai era troppo tardi, lei già dottoressa da pochi minuti…mannaggia ai fiori! Era destino: dovevo perdere le discussioni di laurea delle persone di un certo livello, la specialistica di Luca ed ora questa. Poco male, avevamo i fiori. Salutammo tutti i presenti già all'opera per lo scherzo concordato. Una foto dopo l'altra ci spostammo fuori dalla facoltà per la colazione, la nostra seconda colazione! Un altro caffè per agevolare il risveglio ci sembrava la cosa giusta da fare. Usciti dal bar iniziò il deliro più totale: cambio d'abito per la dottoressa, via quello bello della laurea sostituito dal già citato costume di carnevale con parrucca annessa, il tutto sottolineato da queste frasi: “mammaaaa questo gliel'hai dato teee, eh?” – non ci voleva molto a capirlo, ma la scena era troppo bella! – “io? No no, io non ne so niente, ma proprio non lo so” e intanto mamma Giuseppina rideva divertita. Poco dopo il portico rialzato davanti al bar divenne teatro di singolari festeggiamenti. Dopo 10 minuti Sara si trasformò in un dolce. Non male, vi lascio volentieri la ricetta: Come preparare un'amica laureata Ingredienti: un'amica laureata fresca possibilmente carina 3 pacchi di farina da 500gr 10 uova 2 o 3 bottiglie di spumante coriandoli per guarnire Preparazione: far cambiare la neodottoressa con abiti che si possano sporcare senza problemi. Fornire i suoi amici di farina in una mano ed un uovo nell'altra. Posizionare la neodottoressa a distanza di sicurezza e lanciare il contenuto delle vostre mani verso di lei. Qualora si volesse essere gentili, per pulirla innaffiarla con lo spumante stando ben attenti a non sprecarne troppo per brindare. Per guarnire il tutto è consigliato di munirsi di una pistola lancia coriandoli. Fare molto foto e…il piatto è pronto! Quella parte del portico si prestò molto bene come campo per il tiro a bersaglio ma quando le munizioni finirono i bolognesi di passaggio manifestarono il loro disappunto. Riportiamo fedelmente i commenti migliori: ah, bravi! Voi festeggiate ma poi chi pulisce? Vi divertite 10 minuti ma lo sporco rimane per molto più tempo! Incivili, siete incivili, anche io mi sono laureato 25 anni fa in economia, ma non si faceva così! Chi è la dottoressa? Auguri! Avevamo paura che qualcuno chiamasse la polizia, ma quando si fermò una macchina dei carabinieri le forze dell'ordine fecero gli auguri a Sara e ripartirono tranquilli. Ormai il nostro scherzo non era più fattibile; farla entrare in un negozio chic con il costume di carnevale era una cosa, farla entrare con lo stesso abito sporco, puzzolente di uova e spumante tutt'altro... Non rimaneva che radunare tutti per il pranzo e ricongiungersi con il parentame. Nemmeno a farlo apposta il ristorante era vicino all'università e al nostro albergo, quindi potevamo anche restare fino all'ultimo momento prima di ripartire. Il destino volle che tra noi ed il ristorante si innalzassero le due famose Torri degli Asinelli e se a Perugia è assolutamente vietato camminare a corso Vannucci nei solchetti per l'acqua prima della laurea, a Bologna salire sulla torre più alta era taboo se non da dottore. Così invece dell'aperitivo andammo fino in cima sfidando una seria infinita di gradini in legno strettissimi. Durante la “scalata” ognuno manifestava il proprio handicap: Francesca ed io con in mano le buste dei regali per la dottoressa, scomodi da portare quando sarebbe servita una mano per appoggiarsi, Sara e ancora Francesca con i tacchi e con i gradini stretti non era certo il massimo, Luca tranquillo si metteva a far battute con chiunque incrociassimo lungo le scale, Francesco con problemi di vertigini andava avanti passo dopo passo fino in cima. Così, tra Francesca che inveiva contro Sara, Luke particolarmente in forma nello sparare cavolate e i vari “quanto manca?” arrivammo a destinazione. In questi casi la fatica era sempre ripagata; vedere una città dall'alto aveva sempre il suo fascino, portava inevitabilmente a riflettere, a fermarsi e a pensare. Te sei lassù, al vento e sotto tutto un brulicare di persone, ognuna con i suoi problemi e con qualcosa da fare; sotto c'è il dinamismo e la frenesia della vita quotidiana e lassù era come mettere pausa ed apprezzare ancora di più la città. In questo clima poetico e di pienezza dell'Essere, una sola voce risuonava sugli asinelli: Francesca. “Saaraaa, mannaggia a te che sbocco. Quando scendiamo li porti te i regali, anzi guarda te li diamo adesso” – e Sara di tutta risposta – “ma dai, sempre a lamentarvi, guardate che bello!” – ma ancora non era finita – “sì vero, tutto bello, ma quanto era meglio un aperitivo? Ho un fiatone che non respiro! Puff…pant…puff…pant…”. A quel punto intervenne Luca: “dai, intanto io e Francesca ci avviamo almeno ci avvantaggiamo qualche rampa di scale…”. Li ritrovammo 469 scalini dopo sani e salvi, con doloretti muscolari e pronti per il pranzo. Già, la visita alla torre c'aveva aperto lo stomaco. Al ristorante tutto andò benissimo, tra tigelle con mille cose, primo e una tagliata per secondo con insalata e patate fritte eravamo pieni; l'orologio però non volgeva a nostro favore, così prima del dolce consegnammo i regali, salutammo tutti tutti e tristemente salimmo in macchina per affrontare i circa 330 Km che ci separavano dalla Conca ternana. Il viaggio fu abbastanza divertente, con telefonate con Luke che mi seguiva, con sorpassi fulminei per poi rallentare, con la musica giusta e maledicendo tutti coloro che osavano alzare i fare per superare…ovviamente puniti restituendo il favore. Due giornate intense no? MaRyo |