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INIZIO Cambiava l'estate ma non le buone abitudini. Ebbene sì, ancora Sardegna. La settimana scelta guarda caso coincideva con quella del Campo Nazionale E/G, sarebbe stato bello andarli a trovare. Per quest'anno decidemmo di esplorare il sud, sia per essere vicino al campo, ma soprattutto perché non c'ero mai stato. Con l'ottimo compagno di viaggio Stè decidemmo che doveva essere una vacanza in assoluto relax, con spostamenti in macchina non più lunghi di 15 Km, per bilanciare la vacanza “on the road” dell'anno prima! Come un coglione feci i biglietti Civitavecchia – Golfo Aranci…”se dovevamo andare a Sud, non potevamo sbarcare direttamente a Cagliari ed evitarci 3 ore di macchina?”. Lollo aveva ragione, passammo buona parte della mattinata ad attraversare l'intera isola in latitudine, ma alla fine, giunti quasi alla meta, il nulla…immaginatevi ora i film western con al posto del carro trainato da cavalli, la mia macchina ed intorno campi, sassi e nessuna forma di civiltà, mancava solo il fieno trasportato dal vento e potevamo aspettarci anche che qualche indiano o cow-boy spuntasse da dietro una curva! La Sardegna era bella anche per questo, amavo questa isola. Una cosa che dovrebbero imparare però è collocare la segnaletica stradale: ad un incrocio c'era il cartello <<Cagliari 20 Km>>, dopo un bel tratto di strada <<Cagliari 30 Km>>, “ma non siamo tornati indietro!”, “lo so Stè ma qua è così, può succedere” ed, infatti, il cartello successivo segnalava 10 Km. Erano belle cose. |
ARRIVO AL CAMPEGGIO Dopo aver visitato due ottimi campeggi ma con una spiaggia oscena (solo sassi), approdammo ad uno che offriva animazione, piscina, bella spiaggia, campi da tennis, parcheggio privato e sorvegliato e tutto ad un prezzo più che ragionevole. Eh sì, eravamo stati fortunati non poco! Ora dovevamo aspettare l'addetto alla consegna delle piazzole…salimmo tutti e tre a bordo della macchinina elettrica e girammo il campeggio in lungo e in largo, aveva un suo perché, era bello. In quest'occasione mi accorsi per la prima volta della differenza tra il dialetto cagliaritano e quello parlato dalle mie parti nel nuorese, tutte le vocali erano aperte! “Vi può andare bene quella piazzola?”, ”No, insomma, c'è troppo sole. Non è che quella è libera?”. “Beh, per la vostra tenda è grande, dovrei scendere a compromesso, ma si dai, okkei”. Ottimo, avevamo un posto all'ombra, comodo, vicino ai cessi e a distanza giusta da bar, piscina, pizzeria. Montare la canadese (la tenda, mica una donna del Canada) fu uno scherzo, ma farlo alle 14 di pomeriggio con quel caldo richiedeva il costume…meglio evitare di bagnare i vestiti di sudore. Questo anno eravamo molto più attrezzati, avevo con me la Fava-mobile e quindi…perché rinunciare ad un po' di comodità? Tavolino da pic-nic, sedie, pentole, cibo, brandine; bene, tutto era in ordine, non restava che andare in spiaggia e restarci fino al tramonto. La stessa sera ci fu il primo contatto con l'animazione ma molto rapido, eravamo stanchi ed andammo a dormire presto…”Ammazza quanta luce fa la luna stasera, sembra giorno!”, ”Ah Mà, questa è la luce della tenda-cambusa di quelli davanti a noi, ma vedrai che la spengono”. Si sa come vanno a finire le cose, succede spesso il contrario di quello che ci si aspetta e, infatti, quella minchia di lampada rimase a rischiarare la notte fino il mattino dopo…non potevamo andare avanti così, urgeva prendere provvedimenti: due alberi facevano al caso nostro, un filo teso tra i due pure…avevamo un comodo appendi asciugamani che all'occorrenza potevano fungere da tenda e ripararci dalla luce…eravamo salvi, potevamo dormire sonni tranquilli! |
LA ROUTINE DEL CAMPEGGIO La mattina il campeggio prendeva vita alle ore 8:30\9:00, noi alle 10:00 quando un richiamo riecheggiava tra tutti i camper, le tende ed i bungalow…”Fi…Fi…Fi…(fischio) Acquagym, andiamo!”, “Acquagyyyym, andiamo!”…al terzo “Fi…Fi…Acquagyyym, andiamo!” eri per forza sveglio ma nessuno di noi due se la prendeva più di tanto o aveva da ridir qualcosa, l'animatrice era simpatica e molto carina (diciamo pure abbastanza pheeega, almeno capiscono tutti!). Così costringevamo i nostri giovani corpi ad alzarsi, non per fare acquagym, sia chiaro, ma perché era ora! Velocissima colazione, spiaggia, pranzo leggerissimo, spiaggia, cena abbondante, animazione, nanna e poi si ricominciava un nuovo giorno…questa volta non riuscii a convincere Lollo a cambiare spiaggia nemmeno una volta, nemmeno ad andare alla caletta vicina, la macchina servì solo per raggiungere il market del paese. Non potevo non capirlo, dopo l'”on the road” dell'anno precedente! Saltò anche la visita al Campo Nazionale E/G, giustamente era blindato l'accesso ai non tesserati A.G.E.S.C.I. ma salutai al telefono i miei amici capi Reparto e Rover di servizio. In breve giunse l'ultimo giorno, l'ultima possibilità per stare in spiaggia a godersi il sole, il mare e le ragazze in bikini…purtroppo niente di tutto ciò fu possibile, tirava talmente tanto vento che rimanere al mare era più una tortura che un piacere, così ci consolammo con la piscina. Quel pomeriggio c'era la dimostrazione del Diving Centre del campeggio, un rapido giro in piscina piccola con le bombole...non potevo perdere l'occasione!!! L'istruttore mi diede le istruzioni: "allora, è molto semplice, devi solo respirare, se hai problemi ti tiro su. I segni convenzionali sono questi: per dire che è tutto ok, fai il segno dell'OK, se vuoi riemergere che ti devo tirare su, pollice in alto! Tutto chiaro? Dimmi che va bene!" ed io...pollice in alto e tutti a ridere! Il giretto era uno scherzo per me, avevo già provato in piscina dallo zio di Riccardino e l'istruttore si congratulò con me. Riemerso l'unica persona che si accorse di quello che avevo fatto fu LolloStè: "bravo bravo, ma le bolle dovrebbero uscire solo dal respiratore, eheheheh PROT!". Eh sì, succede! Il giorno successivo smontammo tutto e dopo aver salutato gli animatori e comprato le magliette, via, verso casa, la vacanza era finita. Alla prossima! MaRyo |
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