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INIZIO L'estate stava quasi finendo, non potevo restare a marcire in città senza fare niente e per di più dovevo andare comunque in Sardegna, quindi perché non farsi 5 giorni di mare? LorenzoStè era della mia stessa opinione e al motto di “andiamo dove ti pare, basta che andiamo” accettò di buon grado. Per lui era la prima volta in terra sarda, così l'idea era quella di fargli vedere più spiagge possibili, magari come cambiava il tipo di sabbia, per questo decisi di fare 2\3 giorni a Nord, in Costa Paradiso ed il restante tempo ad Est sulla spiaggia bianca di San Teodoro o poco sotto, insomma in quella zona dove eravamo soliti andare quando ero piccolo! Bene, ora se non conoscete la geografia della Sardegna vi conviene visualizzare la cartina e la strada tracciata, mi riferirò a quelle! In SARDEGNA Sbarcati a Golfo Aranci, si capiva di essere in Sardegna anche senza saperlo, c'era come sempre un'aria diversa, profumata. Decidemmo immediatamente di dirigerci verso Costa Paradiso (strada verde) e trovare un campeggio in quella zona, poiché nella settimana di Ferragosto era sicuramente tutto pieno e noi non avevamo prenotato, anche perché non accettavano mica prenotazioni per 2 o 3 giorni! Il viaggio procedeva tranquillo ma non si arrivava mai; alla 300esima curva Stè in preda al delirio disse: ”oh, ma qua so tutte curve, ce fosse una strada dritta, zitto va, ecco il mare!”. Percorrevamo da un po' il lungo mare ma di campeggi nemmeno l'ombra, così decisi di spendere soldi inutili col cellulare chiamando il servizio informazioni delle Pagine Gialle, dopo tutto Bisio trovava sempre soluzione a tutti i suoi problemi! “Pronto? Salve, sono in Sardegna nei pressi di Castelsardo e stavo cercando campeggi”. “Attenda un attimo che controllo, allora…mmmhhh…solo campeggi?”. “Eh, sì”. “Mi spiace ma proprio non ce ne sono, alberghi, agriturismi, case in affitto, appartamenti, ma campeggi no, mi spiace, arrivederci”. Bene, bene? Ma bene un cavolo! Eravamo sudati (la 106 non aveva mica il condizionatore) e con le palle rotte da un pezzo. Non era possibile che non ci fossero campeggi in zona; proseguivamo speranzosi una curva dopo l'altra, con le ruote che fischiavano per il troppo peso, quando apparve una delle tante caratteristiche rocce che si possono ammirare in Sardegna: l'Elefante. Lì c'era un simpatico abitante del luogo con il vestito tradizionale che si faceva fare le foto vicino all'elefante per SOLI 10 euro e chiedemmo a lui quale fosse il primo campeggio: “guardate, ce ne è uno proprio qui vicino a meno di 1 Km, è bello, proprio sul mare”. Mandate a fankulo le informazioni telefoniche, salutato il gentilissimo signore, ci avviammo al campeggio…c'era posto! Ottimo! Era molto grande e sovraffollato ma poca pheega. Eh beh, ma tanto noi saremmo partiti presto! La sera telefonai ad Elena, che era in Sardegna con i suoi col camper insieme ad altre famiglie ternane, per sapere dove si trovavano e magari raggiungerla un giorno, senza dire che c'era pure Stè…sorpresa! “Ciao Elena, come va? Io sono a casa mia, non al mare, magari tra due giorni vi richiamo e vi raggiungo”. “Ohi ciao, noi siamo a Bosa, poi ci spostiamo, ci sentiamo presto!”. |
| PARTENZA! I due giorni lì trascorsero bene, in completo relax, ma ora era giunto il momento di ripartire! Smontammo la tenda, risistemammo la macchina e via, di nuovo in strada (percorso Blu) verso la costa che conoscevo come le mie tasche! Questa volta eravamo partiti presto, proprio per arrivare presto e sistemarci con calma…purtroppo non avevo considerato la cosa più ovvia, era il 14 Agosto e tutti, Sardi compresi, andavano al mare. Il traffico non era in tilt, ma trovare un campeggio con un posto per una tenda era un'impresa…dopo il terzo “no mi spiace siamo al completo”, Stè voleva uccidermi, “ma io dico, vieni qui da anni, te lo potevi pure immaginare”! Forse aveva anche un po' ragione ma confidavo nel mio culo, nella mia fortuna che si presenta quando serve; infatti, al quarto campeggio, vicino Posada, c'era posto; dovevamo aspettare solo la riapertura della segreteria dopo la pausa pranzo e metterci in fila. Era fatta, avevamo una piazzola. Secondo me aiutò anche il fatto che il proprietario del campeggio aveva parenti ternani, eheheheh. Ci sistemammo velocemente e la giornata finì con un dolce sonno per me e con il campeggio sveglio a sentirmi russare. Il mattino dopo, appena aprii gli occhi, telefonai ad Elena, sicuramente ci eravamo avvicinati. “Ciao, stavo pensando di raggiungervi oggi, dove sei?”. “Ah ehm, ci siamo spostati tanto perché hanno voluto cambiare proprio costa; siamo a San Giovanni di Muravera in spiaggia, quando vedi tre camper con scritto TR sei arrivato!”. Con Stè guardammo la cartina per renderci conto…”allora, noi siamo qui (Posada) e lei è…qui (Muravera)…minchia ma quanta strada hanno fatto”! Lo guardai negli occhi, lui guardò me “senti, decidi te…sei te che guidi”. “Bene, mi rendo conto che è necessario e poi è bello andare a trovare qualcuno che si conosce quando si è in Sardegna, partiamo, ma subito e alla svelta che non è vicino e voglio fare il bagno”. Cosa non si fa per gli amici, anzi Amici! La scena era comica, in costume in macchina, con gli occhi ancora chiusi dal sonno, con Stè che mi imboccava la colazione (succo di frutta e merendine) mentre guidavo…che storia! Per far prima decisi di prendere la SS125, la strada più diretta (gialla), senza pensare che attraversava il Parco Nazionale del Gennargentu e che c'erano paesini a 100 Km di distanza minimo l'uno dall'altro. Ce ne accorgemmo lungo il percorso (che conduceva al mmmmaaareeeeee [cit.RT]): intorno a noi bosco, bosco e ancora bosco, cavalli liberi e qualche camper. Non si arrivava mai, il delirio si stava impossessando di noi, tanto che ad ogni camper che incrociavamo salutavamo Elena, così, senza un senso logico. Dopo tre ore e mezza sotto il sole finalmente alla meta. Grande la sorpresa di Elena nel vedere Stè, del resto aspettava solo me! Come era giusto che fosse, sfottei un pò la nostra amica per l'abbronzatura e mi feci un bagno lungo un'ora. Poi, ad un tratto, arrivò l'ora di pranzo...era Ferragosto e i suoi genitori ci invitarono. Non ci pareva il caso di approfittarne ma l'insistenza fu talmente tanta! Ragazzi che pranzo!!! Buonissimo!!! Poi, alle ore 17, dopo sole 3 ore dagli spaghetti allo scoglio, dovemmo ripartire se volevamo arrivare in campeggio ad un orario accettabile. Questa volta col cavolo che avrei rifatto la strada del ritorno! Infatti decidemmo di prendere da Cagliari la superstrada (rosa) e fu una scelta più che giusta, in due ore eravamo di nuovo in tenda, stanchi ma contenti. Il tempo rimanente fu in completo relax in spiaggia prima e a casa mia poi. Se questa non è stata una vacanza On the Road!!! MaRyo |
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