![]() |
L'INIZIO DI TUTTO L'inverno era bello che finito, già da un mese la primavera aveva prepotentemente alzato le temperature e noi, poveri giovani distrutti dagli esami universitari, temevamo il peggio: saltare la settimana bianca, privarci dell'emozione di scivolare lungo i pendii innevati, di gustare l'ottimo cibo dei rifugi, di ridere per l'evoluzioni non riuscite sulla tavola da snowboard del nostro amico Luke. A salvare la situazione ci pensò il grande “Faro”: “Dai, abbiamo finito tutti gli esami ad Aprile, andiamo a sciare! Dobbiamo scegliere un posto alto, con almeno un ghiacciaio, almeno anche se è caldo si scia tranquilli almeno la mattina!”. Pippo aveva ragione, era un'occasione da non perdere; in pochissimo tempo e senza troppe discussioni, la meta era stata scelta…Cervinia, un bellissimo comprensorio! Non ci restava che radunare amici che erano nella stessa nostra condizione e recarci in agenzia per trovare un albergo. Niente di più semplice…ma non per noi! Dopo giorni di telefonate i partenti erano 9: “Faro” Filippo, Luca “Time”, il “Passa”, Francesco “lu Ciusde”, Lu Leo, “James”, Valentino “Calamaro”, “Bomber” Francesco ed il sottoscritto. In agenzia cercammo un hotel adatto alle nostre esigenze, cioè cena, colazione e pernottamento; dopo varie discussioni, “cerchiamo di spendere poco però! Il meno possibile!” diceva lu Calamaro, “Sì, ma che sia una cosa accettabile!” tutti gli altri, la scelta ricadde sull'unico albergo ad una stella di Cervinia, localizzato lontano dagli impianti ma con un efficientissimo servizio navetta. Bene, i giochi erano fatti, eseguito i pagamenti, il responsabile a ritirare il voucer e tutti i documenti ero proprio io, anche perché sarei arrivato un giorno prima…avete letto bene!!! Mio zio andava a Cervinia 3 giorni, Venerdì, Sabato e Domenica, mentre i miei amici sarebbero arrivati Sabato, quindi perché non guadagnare un giorno in più di sci? Appena aprii il plico dell'agenzia, ci fu una cosa che attirò la mia attenzione…delle strane tessere azzurre, uno sconto per il Casinò di Saint Vincent de la Vallè…non ci potevo credere, un sogno che diventava realtà, tappeti verdi, fiches, croupier! Informai gli altri immediatamente ed in breve nelle nostre valige, oltre a maglioni, pail, guanti, tuta da sci, finì anche giacca, pantaloni e scarpe. Non potevo sperare di meglio! |
CERVINIA: ARRIVO E SISTEMAZIONE IN ALBERGO Giunto a destinazione venerdì sera, il gentilissimo proprietario dell'albergo mi accompagnò nella mia camera provvisoria e telefonai immediatamente ai miei amici: “ragazzi, preparatevi, la camera fa cagare! Il letto è sfondato!” “apposto! Dai, ci vediamo domani, happy skiing, beato te che bucio di culo a partire un giorno prima!” Questo era Pippo. La mattina il risveglio fu molto bello, cielo azzurro, sole ovunque, nemmeno una nuvola e il monte Cervino che si stagliava fiero davanti alla finestra della camera. Dopo una rapida colazione (tè e cornetto), andai a noleggiare sci e scarponi…tutti carving, nemmeno uno sci classico, lungo, bello, la rivoluzione degli sci era cominciata. Avevo buone sensazioni nelle gambe; seguivo mio zio nella lunga pista verso Zermatt e da lì iniziò il calvario…ad ogni curva urlavo dal dolore, i polpacci mi facevano un male terribile, colpa degli scarponi troppo stretti? Colpa del mio polpaccio enorme? Non potevo saperlo; del resto era solo il primo giorno! La giornata finì alle 17:30 per chiusura degli impianti e contemporaneo arrivo dei ternani. Gli raccontai della splendida giornata, del sole, delle ottime piste e loro m'illustrarono brevemente la vicenda più rappresentativa del viaggio, la sosta per il pranzo: “cerchiamo di ripartire presto, mangiamo qualche panino al volo e via, almeno siamo su ad un orario decente e andiamo subito a fare lo ski-pass”, l'autista Passa era stato chiaro e tutti erano d'accordo. Dopo una veloce sosta al cesso tutti erano pronti, ma…ma…”che fine ha fatto Ciusde?” “Oh, ragà un attimo no? Finisco subito!”. Era comodamente seduto alla tavola calda, con un piatto di pasta fumante davanti e contorno. L'ira del Passa stava salendo a livelli spropositati ma come sempre (e per fortuna) l'autocontrollo prevalse sull'istinto, così la partenza venne rimandata di mezz'ora. Per una volta non era stato Luke a ritardare tutti! La divisione delle camere avvenne casualmente e il mio famoso “culo” me ne procurò una all'ultimo piano, proprio quello che era stato rimesso a nuovo ad inizio stagione. “Ah Mà si sempre il solito sculato, eh?”. Pippo mi adorava sempre in questo modo dalle superiori e dopo, ma anche a lui e agli altri era andata bene, tranne Valentino e Lu Leo che erano capitati nella camera della mia prima notte, ahahahah!!! |
EPISODI PRINCIPALI DELLA SETTIMANA Il mattino seguente il sole delle 7 ci fece svegliare, ma prima di raggiungere le piste, sapevo che doveva trascorrere molto tempo…il primo giorno poteva anche succedere, ma poi ad ognuno i suoi orari! Dopo circa 3 ore, eravamo tutti con gli sci ai piedi pronti a partire. Era bello, ogni volta che superavamo la seconda fermata dell'ovovia eravamo in territorio svizzero! La mattina passò velocemente e giunta l'ora di pranzo ci fermammo in un rifugio sopra Zermatt, dove per la modica cifra di 16 euro consumai un bicchiere di thè al limone e un panino con lo speck…era decisamente troppo! Per le prossime volte decidemmo di mangiare durante il rientro in Italia (quindi alle ore 16 di pomeriggio) o di portarci i panini, era molto ma molto più conveniente. Nel frattempo, non facemmo in tempo a ripartire, che ci venne negata la luce; il sole scomparve dietro alle grigie nuvole ma… “tranquilli, sicuramente non nevica, non è la temperatura giusta!”, Calamaro aveva ragione, infatti iniziò a nevicare a fine giornata, proprio durante la cena…fiocchi enormi si posavano ovunque rendendo tutto candido ed omogeneo; era bello veder scendere la neve a patto che l'indomani mattina ci fosse stato sole, sole ed ancora sole…non appena aprii gli occhi, il primo pensiero fu svegliare il mio compagno di stanza Luke: “oh Lù, apri un po' la finestra che ci arrivi anche senza scendere dal letto!” e la sua risposta non fu confortante: ”ma cazzo! Nevica più forte di ieri sera!”. Ora, per farla breve, quest'episodio accadde tutte le mattine fino alla fine della settimana…per tutta la vacanza sciammo immersi nella nebbia, nel bianco più assoluto, nella neve fresca e soffice. A volte, andando il più in alto possibile, cioè sul ghiacciaio del Piccolo Cervino a 3883 metri, si poteva anche sperare di trovare sprazzi di sole, così eravamo soliti passare la mattinata lì. Un giorno, arrivati in cima e dovendo aspettare due di noi bloccati alla seconda ovovia, per non congelare Pippo prese l'iniziativa: ”dai, facciamo a pallate di neve!”. L'idea non era male ma il tutto durò sì e no un quarto d'ora, scaduti i quali, eravamo tutti col fiatone…l'ossigeno scarseggiava lassù! Un altro giorno, per la prima volta nella mia vita da sciatore, dovetti rientrare alle 13 per troppo dolore ai polpacci e per bufera; in quell'occasione portai pure il pranzo a Luke che era rimasto in albergo leggermente influenzato e passammo il pomeriggio a giocare sul notebook con Max Pain. Non era stata di sicuro una giornata soddisfacente, ma per quella sera era stata programmata la spedizione al Casinò…non stavo più nella pelle! |
UNA SERATA AL CASINO' Quella stessa sera divorammo letteralmente la cena che terminò come sempre con sambuca e sigaro all'anice per la gioia della cameriera, ahahahahahahah! Dopo poco ognuno di noi in camera si preparava al grande evento, la vestizione. Giacca, camicia con cravatta o magliettina, pantalone e scarpe. Di tutto il gruppo, gli unici veramente precisi erano in 2, il Passa ed io. Eravamo pronti, grande assente Luke leggermente influenzato, peccato! Partii con solo 50 euro in tasca, l'unico contante a mia disposizione per non farmi prendere la mano e giocarmi tutto. Arrivare alla meta fu un'impresa, la nebbia costringeva il Passa a guidare con il viso attaccato al vetro e gli unici riferimenti erano i paletti lungo la strada, ma non era abbastanza per fermarci! Dopo 20 Km di curve, finalmente apparve ai nostri occhi il Casinò…dalle poche macchine nell'enorme parcheggio dedussi che non doveva esserci tanta gente, ma decidemmo comunque di lasciare l'auto lontano onde evitare figuracce…fu una scelta azzeccata, infatti nel parcheggio coperto, proprio di fronte all'ingresso, si potevano intravedere Ferrari, Porche e quant'altro…già per quello si poteva sbavare non poco. A quel punto, dovevamo necessariamente dividerci…Passa ed io, gli unici vestiti in maniera adeguata, al primo piano nella sala “seria” e gli altri di sotto…Dopo la prima rampa di scale eravamo affascinati dall'eleganza…specchi, tappeti, tutto definito nei minimi dettagli e prima di salire l'altra rampa ed entrare in sala, la sosta al bagno era d'obbligo. Anche quello aveva il suo perché, sicuramente Bisilero ci avrebbe lasciato una sua testimonianza, ma a noi bastò lavarci le mani ed allentare l'emozione. INGRESSO IN SALA E ROULETTE “Ben arrivato signore, buona serata” un addetto alla sala ci salutò così appena entrati…lampadari bellissimi, numerosi tavoli (la maggior parte coperti dato che c'era poca gente), insomma, proprio come mi ero sempre immaginato. Il Passa propose di avvicinarci ad un tavolo prima di cominciare, tanto per vedere come funzionava il tutto e poi andammo alla cassa a cambiare i soldi in fiches. Lui prese 20 € = 4 fiches da 5 €, io cambiai 30 € = 6 fiches da 5 €…considerando che la puntata minima in quella sala era proprio di 5 €, finirle in un attimo e terminare la serata era un evento più che probabile. Ovviamente l'idea che ci sfiorò qualche ora prima di giocare a Teresina (una delle tante varianti del Poker) fu accantonata leggendo sul tabellone la cifra minima che si doveva coprire…14.000 €, eh no, non era proprio alla nostra portata! L'unica possibilità era la cara roulette francese e così ci avvicinammo al tavolo…ci sentivamo dei “pezzenti” con poche fiches chiuse in una mano e gli altri con pile e pile di gettoni di vario colore, misura e prezzo, ma l‘importante era divertirsi. Per cinque minuti ci fu al nostro tavolo un signore disperato; bestemmie uscivano come un fiume in piena dalla sua bocca, “ma porca puttana, non si possono perdere 4 milioni (di lire) in 10 minuti!”. Ovviamente il tipo fu gentilmente allontanato…secondo me era un coglione, il gioco d'azzardo è bello per divertirsi ogni tanto, non dovrebbe mai diventare una malattia! In ogni caso, era il nostro turno…timidamente iniziammo a giocare sul rosso e nero, o al limite pari o dispari, vale a dire avevamo matematicamente una possibilità su due di vincere (o perdere). Finire 4 o 6 fiches era un attimo e invece il Passa aveva fortuna, indovinava sempre il rosso o il nero e quindi di 5 € in 5 € iniziavamo ad avere un bel gruzzolo, 60€ io e 40€ lui, non era una gran cifra ma comunque avevamo raddoppiato il budget iniziale. In questo modo, trascinati dall'entusiasmo, iniziammo a puntare rosso o nero, pari o dispari o una colonna, ma questa volta cominciammo a perdere e tornammo entrambi alla cifra di partenza…la prima mezz'ora di gioco fu un'altalena tra vincite e perdite. Osservando il gioco degli altri notai che molti (quelli che avevano fiches personalizzate, cioè chi cambiava direttamente dalle 100€ in su) puntavano su numeri secchi o cavallo tra due numeri…significava vincere 36 o 18 volte la posta…”Oh Passa, io ci provo, tanto siamo in attivo”, “Umbè, non fare cavolate che è un attimo a perderle!”. La tentazione era troppa; puntai 5€ sul 22 secco…il croupier lanciò la pallina, “rien va plus”, “le jeux son fe” e quella minuscola sfera si fermò proprio sul 22…Il Passa rideva ed io iniziavo a sudare, avevo il cuore che pulsava a mille, la voce spezzata dall'emozione e le mani tremolanti; dopo un rapido conteggio il croupier passò al mio pagamento…la sua paletta depositò sul tavolo fiches su fiches ma ad un tratto la domanda: ”signore mi scusi, lei ha puntato il 22 pieno, vero?”…”Si, ho messo 5 € proprio sopra al numero”, “allora mi scusi, ma devo ritirarle la vincita, la devo pagare il doppio, l'ho pagata come se avesse puntato a cavallo con il 21, mi scusi”. Così ancora più gettoni colorati finirono nelle mie tasche, ben 180€ (molto belle le fiches nere da 50€)!!! Era stata una vera e propria “botta di culo” ed il Passa andò a raccontare tutto agli altri di sotto…quando risalì, ricominciammo a puntare. Stessa strategia di gioco, rosso o nero, pari o dispari. Oramai eravamo entrambi in attivo ed erano le 3 di mattina, era il caso di rientrare…”Oh Passa, io l'ultima puntata ci riprovo”, “Umbè guarda, è veramente difficile che sia capitato una volta, due nella stessa serata è impossibile!”…Un gettone sul 34 mi diede ragione, avevo vinto ancora. Ero proprio senza parole e prima di riperdere tutto mi fermai portando a casa la cifra di 310€, mi ero praticamente pagato l'albergo! A quel punto, non potevo non offrire al mio compagno di gioco qualcosa da bere al bar del Casinò, dovevamo pur brindare alla vittoria, mia ed anche sua! “Buona sera, un Jack Daniel's e un brandy”, “Umbè anche un bicchiere d'acqua”, “…e anche due bicchieri d'acqua minerale” “ehm…signore mi scusi, l'acqua minerale al Casinò è gratis”. Figura di merda a parte, credo sia stato il bicchiere di whiskey bevuto con più gusto in assoluto. Raggiunti i nostri amici nell'altra sala, molti di loro avevano perso le 50€ iniziali e qualcuno anche di più…”Ah Mà, sei sempre te, eh? Ammazza che culo! Dimmi un numero te che lo punto, dai! Vedessi mai…” “Uhm…Filì punta il 14 pieno” “Pieno? Ma no, dai, è già uscito tre volte, lo punto a cavallo col 15”. La pallina girava saltando da una casella all'altra, ma alla fine fermò la sua corsa proprio sul 14…”ma io non ce posso credere”, fu il commento di Pippo. Fu proprio una bellissima serata che entrò nella leggenda, un racconto popolare da divulgare al mondo, come quelle storie di famiglia da tramandare di generazione in generazione. Sapevo di essere stato molto fortunato, ma sapevo anche che era un caso isolato, che il Casinò era solamente un posto dove divertirsi una serata con gli amici e niente di più. |
EPILOGO Il resto della settimana fu sempre uguale, tra sciate nella bufera e partite a bowling la sera. Solo il giorno del ritorno verso Terni riuscì il sole, le nuvole erano assenti e di neve ce n'era ovviamente in abbondanza. “indovinate un po' chi di noi s'è beccato l'unico giorno di sole, partendo un giorno prima? Il solito sculato!” fu il commento di Faro. Eh sì, la mia fortuna passò alla storia. Il tranquillo viaggio di ritorno si potrebbe riassumere così: “Passa, Umbertone, vengo in macchina con voi, almeno vi faccio compagnia e il conducente non si addormenta!”, “Ottimo James, grazie”…dopo 100 Km neanche…”scusate faccio un pisolino veloce che non riesco neanche a tenere gli occhi aperti, ma poco poco”, “ok, vaaaa beneee”…zZz…zZz… (…), “yahwn, scusate credo di aver dormito più del dovuto, dove siamo?”, “a Borgo Rivo, Terni”. Alla prossima! MaRyo |
Commenta Qui!