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LA PREMESSA 100 giorni…ancora poco più di tre mesi e poi i temuti Esami di Stato, la maturità scientifica; eravamo i primi studenti a sostenere tutte le materie, cambiamento previsto dal nuovo ordinamento Moratti (tacci sua!). Nonostante ciò, era ancora presto per farci invadere dallo sconforto, era decisamente presto per demoralizzarci al punto da passare giorni e giorni sui libri (ma quando mai), prima c'erano da programmare i 100 giorni agli esami, la classica gita fuori-porta organizzata da ogni quinto anno per esorcizzare il tutto. La meta più ambita era come sempre la campagna, il mare, il lago, ovunque pur di stare bene e lontano dalla scuola, tutti insieme, in allegria, per un giorno di ordinaria follia… ”un giorno? Come un giorno! Ma siamo impazziti? Secondo me, avendo saltato la gita di quinto per colpa di preside e professori, almeno devono essere due! Propongo sabato, che poi è il giorno preciso e domenica”. Il ragionamento non era del tutto sbagliato, anzi! Eravamo gli unici quinti a non aver fatto la gita all'estero, non c'era stato modo di capire il perché nonostante i numerosi tentativi di chiarimento richiesti e le numerose suppliche; era qualcosa di incredibilmente sconvolgente per un ragazzo\a di 18\19 anni e dovevamo riprenderci qualcosa… ”ma se ci assentiamo sabato come tutti non va bene, poi domenica non si va a scuola comunque, quindi è una cosa più che normale…facciamo invece venerdì e sabato, almeno si nota la protesta!”…qualcuno non era d'accordo, mentre altri rilanciarono: “e perché non venerdì, sabato e domenica?”. Inutile dire che l'ultima scelta era la migliore e la più votata, così era deciso, tre giorni…ma dove? Serviva il posto adatto e la mia mente, frugando nei ricordi, arrivò alle ultime vacanze di branco con i lupetti, trascorse al rifugio del CAI di Collebertone…proprio quello che ci serviva…un piccolo rifugio a 1220 metri, in montagna, solo per noi, lontano da tutto e tutti. “quindi anche a voi il posto va bene, ma rimane un solo problema da risolvere; per prenotarlo è necessario essere iscritti al CAI o conoscere qualcuno che è membro…” - la mia affermazione scatenò una serie di sospiri a catena – “Uff…e ti pareva, ed adesso? Chi conosce qualcuno?” “veramente io col fatto che sto col Gruppo Grotte Pipistrelli sono iscritta, posso prenotarlo io!”, Lucia ci donò entusiasmo e speranza, ormai avevamo tutto…la location, il periodo, i partecipanti; mancavano solo da sistemare alcuni dettagli ed il gioco era fatto. Per prima cosa, non tutti potevano arrivare di venerdì, così la classe era divisa in ben 2 gruppi; chi si fermava due notti, chi solo sabato, giorno in cui tutti, tranne Bambü che non si presentò proprio, eravamo insieme, il VD al completo con LuPrope e Graziano Special Guest. Ora non rimaneva che fare la spesa e prenotare la legna per il camino…unica fonte di calore. |
RIFUGIO del C.A.I. - VENERDI' Dopo 20 minuti di macchina e la sosta per caricare la legna, fui il primo ad arrivare insieme a Valeria, Lorenzo e Lucia…sembrava tutto immutato rispetto all'ultima volta che c'ero entrato: il salone con l'immenso camino, la cucina, le scale che portavano alle tre camere con i letti a castello…bei ricordi, ma soprattutto teatro di quei 100 giorni che rimasero ben impressi nella mia memoria (nonostante perdite di equilibrio, scelte giuste e sbagliate, ma tra un po' ci arriviamo). La prima cosa da fare era accendere il camino, c'era veramente freddo, ma con un po' di fortuna e tenendo chiusa la porta, il salone sarebbe stato presto abitabile. Mancava ancora un'ora e poi sarebbero arrivati gli altri, quindi per ingannare il tempo ognuno si organizzò nel migliore dei modi: Lucia: “ma te guarda oggi, che mal de panza!” Rospa: “pure io, oh, avete visto qua fuori? C'è un altare di pietra, bello no?” Lollo: “Oh Mà, c'è una pallina da ping-pong, trovati qualcosa di rigido e facciamo due tiri” Nel frattempo ci eravamo accorti che nessun cellulare era raggiungibile, non c'era campo, per telefonare era necessario prendere la macchina ed arrivare ad una piazzola due tornanti prima del rifugio…quindi se qualcuno voleva trovarci o non aveva capito le indicazioni…peggio per loro! Fortunatamente le macchine erano lungo la strada e non ci furono problemi. In breve arrivarono gli altri, o almeno coloro che avevano deciso di iniziare il venerdì, se non ricordo male Filippo, Giulia, Valentino, Eny, Roberta, Graziano, LuPrope, Federica, LorenzoFristo, Federicovo, Michelangelo, Francesca. Mancavano due all'appello…Giovanni ‘gnotto e Luca, stranamente in ritardo…ritardo…nel frattempo noi altri riuscimmo a sentire musica, dire cavolate, bere qualcosa, preparare la cena…e loro ancora niente! All'improvviso eccoli spuntare nel salone: “oh ragà, siamo partiti tardi ma ce ne abbiamo messo per trovarvi! Non abbiamo nemmeno cenato, c'è qualcosa da farci al volo?” “In cucina ci sono delle uova, se vi và”, propose Lucia. “Ottimo, vai Giovà prepara te” (Luca) “Ehm…sì…bene…vieni e dammi una mano però!” (Giovanni) Incredibile, nessuno aveva mai cotto un uovo!!! Da quello che mi ricordo, ne uscì la frittata più g Avendo terminato tutti la cena, era ora di iniziare i brindisi…”un brindisi ai 100 giorni!”, “uno a noi che siamo qui adesso”, “uno ancora per dire Vaffanculo a chi ce vole male e a chi non c'ha portato in gita!”, e così via, in allegria, per festeggiare. Iniziarono le danze, tutti sui tavoli, fino a che la musica scomparve e cominciò il concerto che tutti aspettavamo…Michelangelo “Gallagher” con tanto di occhiale da sole (che mai più si tolse fino a domenica); il suo repertorio? Oasis e Ligabue naturalmente! |
Filippo cercò insistentemente di denudarlo, ma a niente servì immobilizzarlo, le spinte, tutto inutile, la sua musica vinceva su tutto.
Nel frattempo al piano superiore Giulia ingaggiava una strenua battaglia contro il suo stomaco indisposto e così il bagno, prescelto campo di guerra, risultò occupato per circa due ore. Grande fu la gioia nel sapere chi ne uscì vincitore...Giulia! Ma ancora oggi la leggenda narra che non ce l'avrebbe mai fatta senza l'aiuto di Rospa. Per fortuna è ”Sooolviiii…ma…ma…questo qui è grosso, ma chi è, ihhihihhihh?” (Filippo) “Filì va a letto!!!”…detto con tono minaccioso, fece il suo effetto. Si percepì un'ombra sfrecciare da un letto all'altro come un missile. Ahahahahah troppo divertente! Potevo tornare in camera. Una dolce buona notte a Lucia e a ValeRospa, che stavano salendo, e finalmente…zZz…zZz…zZz… |
RIFUGIO DEL C.A.I. - SABATO Al mattino il sole baciava i prati intrisi di rugiada, ridava la vita alla natura, agli animali, dispensava energia agli uomini, pronti per una nuova giornata…aprii gli occhi, cercai di sollevare le pesanti palpebre e vidi Lorenzo già pronto per andare. Il silenzio regnava sovrano, molti ancora dormivano; si sentiva solo il rumore dell'acqua al piano di sotto…qualcuno era in cucina. Velocemente (per quanto possano essere veloci i gesti di un ragazzo appena sveglio, con poche ore di sonno alle spalle e nessuna voglia di prendere la macchina), mi lavai e scesi di sotto. Lorenzo era pronto, Luca e Giovanni pure…volevo chiedergli cosa dovevano fare di così importante in città ma non ero curioso abbastanza, quindi preferii dare il buongiorno a chi era nel salone, che più di un allegro “buongiorno!” fu più che altro un gesto d'intesa, un cenno, ed uscii senza fare colazione per mettermi in macchina. BREVE SOSTA A TERNI E RITORNO AL RIFUGIO Dopo 12 tornanti e la Valnerina, ero di nuovo in città. Avevo appuntamento con Claudia Disgry alle ore 9:00…erano le 9:40, il ritardo ci poteva stare. Il tutto si potrebbe sintetizzare in poche righe: “allora Mà? Dai, racconta, che avete combinato ieri? Siete ancora belli carichi per stasera, vero? Ah, che bello, non vedo l'ora…ah, comunque buongiorno, eh?” “Ehm…buongiorno te lo dico appena mi sveglio! Sono tornati a Terni anche Lorenzo, Luca e Giovanni non so per fare cosa, ma non li aspetto, torniamo su subito, ma passiamo prima al Galilei a vedere che combinano, ok?” “Si…va bene…ma mi racconti di ieri?” Durante il tragitto feci brevemente il riassunto e proprio mentre stavo dicendo di come era il rifugio, mi accorsi di essere dietro ad una macchina con attaccata una bambola gonfiabile; la bionda di gomma aveva una maglietta con scritto 100 Giorni, tutto sotto controllo, era Michele del VF! Sulla strada del ritorno avevo preso in giro la mia compagna di viaggio non poco, parlando di scuola guida, della sua patente (ma quale?), delle lezioni di guida prese con Alessandro (che sia benedetto quell'uomo!) e così, giunto all'altezza della fonte di Polino, pronunciai una frase che mai mi sarei aspettato di dire… “Senti, qui di Polizia non ce ne è proprio, tra tre tornanti siamo arrivati, guida te! Fammi vedere i progressi. Io vado a bere, te intanto sistemati il sedile”, a volte bastava poco per far contente le persone. “Senti Mà, cioè…ehm…sei sicuro? ” “Parti, prima che cambi idea. Allora, la frizione è il 90% della macchina, il 9% il volante, l'1% te, almeno da quanto dice Alessandro, no? La frizione è il pedale a sinistra, il freno al centro e l'accelleratore è quello che rimane…” “Ah, ah ,ah, ma quanto sei spiritoso! Proprio simpatico. : P ”
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IL POMERIGGIO Come da copione, la siesta dopo pranzo era d'obbligo ed ognuno ne usufruì a piacimento; qualcuno si mise a cantare e a suonare la chitarra, altri si persero in chiacchere, mentre Tacchia ed io optammo per il prato. “Umbè, che ne dici di buttarci su un prato e fare quattro chiacchere al sole? Magari ci portiamo anche qualcosa da bere” “Bella idea, aspetta che prendo l'amico Brandy e andiamo. Se vuoi andare in macchina vai pure, tanto è aperta” (Mario) Appena tornai, vidi che in macchina già c'era gente…”ma se dobbiamo fare due chiacchere noi due in quanti partiamo?” “…e infatti loro non volevano venire, vero?” (Luca) “ma come nooo, daiii, per favoreee.” Come era ovvio che fosse, Valeria e Disgry rimasero al rifugio; il luogo prescelto fu il posto in cui mi ero fermato per far guidare Claudia, la fonte, dove c'erano anche tavolini di legno in mezzo al prato. Il paesaggio era fenomenale, insomma, eravamo sempre a 1220 metri! Fu un bel momento in cui, tra un sorso e un altro, si parlò veramente di tante cose…era come fare il punto della situazione su vari campi, confrontando pareri, opinioni, dando consigli. Ancora non sapevo che quello era un momento in cui sarebbe stata necessaria la presenza di un buon sigaro, ma presto, molto presto, l'avrei imparato ed allora tutto avrebbe acquistato un sapore del tutto diverso (ma anche il Brandy non era male!). Ahhh che vita! Quelli sì che erano bei giorni. Tornato al rifugio mi misi a canticchiare un po' con gli altri; dire che Valentino suonava la chitarra meravigliosamente era poco! Il problema non era cantare, ma cosa cantare! Comunque non riuscii a pronunciare il primo verso della canzone che Lucia mi chiamò di fuori… “Senti, devo dirti una cosa bella e una un po' così così. Allora, la bella è che una di quelle persone che stasera non volevano fermarsi a dormire per tornare su domani, ora ha deciso di fermarsi. Bella cosa, no?” “Certamente! E' così che si fa! Brava Chiara, grande Federica! Non c'era proprio motivo per non rimanere! Ma la brutta, anzi, così, così?” “Dunque…il fatto è che è necessario tornare a Terni…lei non ha niente per la notte, ma proprio niente, almeno un sacco a pelo e pigiama! La macchina di Giovanni non c'è, sono andati in paese a fare la spesa, quella di Lorenzo è un macchinone ed io non lo guido sicuro! Federico(vo) non me la presta…è rimasta la tua. E siccome so che anche te ci tieni troppo, non è che ci accompagneresti?” “Beh…il fatto è che…dunque…se devo essere proprio sincero…non ho proprio voglia, sono già andato a Terni stamattina e poi sono ritornato adesso che sono andato con Luca alla fonte. Quindi, prenditi le chiavi, ce l'ho nella giacca a vento e parti prima che cambi idea” "Ma ti rendi conto di quello che hai fatto, vero? Sei un pazzo. Hai prestato la macchina ad una ragazza neopatentata!" - Lorenzo e Federico mi riportarono sulla retta via, ma ormai erano partite. Per fortuna tutto filò liscio ed al loro ritorno era già ora di cena. |
LA SERA \ NOTTE Finito il pasto si passò nuovamente ai brindisi, ora c'erano veramente tutti, tranne Bambü, e quindi ognuno poteva proporne uno. Per farla breve, la maggior parte di noi erano “contenti” e quindi la festa poteva pure iniziare. Via alle danze! (Play) BO...BOO...BOOOOOOMMM...BOO...BO...BO...BOOOOOMMMMBAAAAAAAAAA (Play) A ripetizione Filippo la faceva ricominciare, una volta, due e ancora, ancora, ancora…del resto era stato chiaro prima di partire: “chi pensa alla musica? Beh, portate anche Bomba dei King Africa, in certi momenti è d'obbligo. Mi raccomando, Aveva ragione, in breve diventò l'inno dei 100 giorni del V°D; chiunque passava davanti allo stereo, sentiva il bisogno di mettere quel CD, di ballare sulle note di Boooombaaaa e “remixarla” a piacimento, rompendo le balle agli altri, ma era bello! Più il tempo passava, più il brandy diminuiva…era bello starsene sulla panchina di fuori in mezzo alla nebbia, a maniche corte e vedere gli altri felici, vedere Elena Jubby indaffarata a recuperare dalla discesa chi stava ruzzolando per gioco, sentirmi dire “ciao Mà, te come stai? Tutto apposto?” e rispondere “tranquilla, tutto sotto controllo, mi manca solo un po' l'equilibrio!” ed ancora era vero. Rientrando nel salone le luci erano spente, le uniche persone che riuscii a distinguere erano Eny seduta a meditare sull'infinito, ma ridendo e scherzando, il cantante Michelangelo appoggiato al muro per riposare un po', e poi basta, gli altri erano tutti di sopra probabilmente. In quel mentre, qualcuno mi prese per il braccio e chissà perché lasciai perdere l'amico brandy…era una bella cosa, ma come sempre c'era qualcuno che disturbava…dal di fuori c'era chi accendeva e spegneva la luce e la cosa non mi piaceva affatto. Era giunta l'ora di vedere cosa combinavano di sopra…fare le scale non fu facilissimo, riuscii a raggiungere la camera e come avevo previsto erano tutti sui letti a chiacchierare. “Meeerio, tutto bene?” “Sì, sì, tutto bene, mi manca solo l'equilibrio! Non ci credi? Fammi qualsiasi domanda seria che ti rispondo” Nicoletta si offrì volontaria: “Allora, pensa alla Formichetti…quanto fa pigreco/2 di pigreco/4?” La mia risposta? “Semplice! Il risultato è 1/2 !”. Dopo di che presi posto su un letto ed ovviamente mi addormentai per 10 minuti, durante i quali sentivo la presenza di Solvi, sentivo Solvi ridere come un matto e solo dopo capii il perché…Ma che bravi i miei amici! Del resto mi mancava solo l'equilibrio, non c'era motivo di prendersela! Comunque, per me era giunta l'ora di andare a letto, rapido lavaggio, pigiama, anzi no, quello già lo portavo, e poi nulla più…zZz…zZz…zZz… |
RIFUGIO - DOMENICA - FINE - Al mattino, quando aprii gli occhi, mi sentivo benissimo, veramente riposato. Qualcuno era già sveglio e stava pulendo mentre altri erano ancora nei sacco a pelo in chiacchere. Ovviamente li raggiunsi e rimasi lì, in completo relax; poi qualcuno doveva andare a fare spesa per la colazione e il pranzo, quindi Filippo ed io ci offrimmo volontari. La spesa…ragazzi, ma chi aveva fatto spesa? Avevamo comprato decisamente poca roba per 3 giorni! Così per il pranzo non c'era nulla e ci dovemmo accontentare di pane e mortadella, salame, formaggio. Partire con Filippo fu una mossa azzeccata, infatti, mentre aspettavamo il nostro turno al supermercato, due panini con il ciauscolo non ce li tolse nessuno (e non vi sto a raccontare quanto erano buoni!)…dopo pranzo era ormai tutto pulito, rimaneva solo di rilassarci un po' e poi ripartire verso la solita vita di studenti, lasciandoci alle spalle quei giorni bellissimi trascorsi in armonia al rifugio. L'intenzione era quella di rimanere almeno fino alla sera, ma improvvisamente un urlo riecheggiò tra le mura…”Alèèè la neve!!! Cavolo quanta ne sta facendo! Partiamo subito dai, di corsa, altrimenti poi rimaniamo bloccati!” Qualche foto al volo e via verso casa di Lucia per il caffè. E lì, a Torre Orsina, finì l'avventura. Eravamo tutti più ricchi dentro (almeno spero), consapevoli di essere stati bene, di aver vissuto tre giorni che difficilmente ci saremmo mai dimenticati. Sono sicuro che tutti, ripensando ai 100 giorni, vorremmo cambiare qualcosa, ma così fu e non si può certo tornare indietro! ORA ASPETTO I VOSTRI COMMENTI, MANDATEMELI PURE PER E-MAIL E POI MAGARI LI PUBBLICO. E' BELLO VEDERE QUELLO CHE RICORDATE VOI E FARLO LEGGERE AGLI ALTRI! Sperando che la storia sia stata fedele il più possibile alla realtà, per ora vi saluto! Alla prossima, Maryo |
I Vostri Commenti:Elena / Jubby: Il racconto dei cento giorni è molto calzante...hai però omesso la mia presenza dalla prima sera e questo mi rammarica molto e cosa molto importante per me le video conferenze che eleonora e federico si facevano nel sonno (si parlavano e si rispondevano mentre dormivano)...ma non credo che tu li abbia sentiti...io gli dormivo accanto...cmq per il resto tutto preciso anche se sui giorni non so perchè ma mi ricordo che siamo stati su domenica, lunedì, martedì con mercoledì assemblea d'istituto...ma sei sicuro che i giorni erano venerdì, sabato e domenica?un salutone.
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