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PREMESSA Bello. Bello. Bello. Non ci sono altre parole per descrivere il concerto del Trio Bobo, ma è bene cominciare dal principio…era pomeriggio quando, girovagando sul sito ufficiale, lessi la notizia del Trio Bobo a Ripattoni, Teatro Saliceti, ma un altro sito lo segnalava in un altro paesino, Bellante. Ora, o tutti i Bobi avevano il dono dell'ubiquità, oppure qualcosa non andava…ordinaria amministrazione, ce la saremmo cavata in qualche modo. Beh, come non coinvolgere gli altri? Una telefonata a Francy, una a Cops, qualche mail a Duccio e tutto era stabilito, ci saremmo incontrati sul posto, tranne che con Francy, la cui prima tappa era Terni. Mille furono le e-mail per confondere le acque a chiunque: “guarda Mario, io alle 2 massimo devo essere a Perugia, se per te è un problema prendo la macchina pure io” ed a questo rispondevo:”tranquilla il concerto è in provincia di Teramo, ma per tutti vado a L'Aquila che è più vicino e poi appena finisce si riparte!”. Cosa non si fa per della buona musica! |
IL VIAGGIO Partimmo da Terni relativamente presto, comunque in orario per giungere in tempo e prendere i posti, anche perché girava voce che il teatro era molto piccolo…la strada scorreva veloce ed il clima nella mia macchina era bello, tra una canzone degli Ossi Duri e una di EeLST, gli aggiornamenti su quello che mi ero perso legato al mondo delle Fave, e l'amica di Francy, la Sara, con cui parlavo di Scoutismo. Riuscii anche a godere nell'oscurità per una frazione di secondo, senza farmi scoprire dalle ragazze, quando mi superò una bellissima Lamborghini Murcialago gialla all'uscita del casello dell'autostrada. Eh sì, l'autostrada, bisogna proprio parlare di questo…il fatto era che nessuno aveva pensato alla cena, l'idea era quella di fermarci al volo in qualche autogrill, in qualsiasi posto lungo il tragitto ma…il nulla, chilometri e chilometri senza tutto ciò, forse l'unico tratto autostradale sprovvisto di benzinai e bar, poco male, “ci sarà qualcosa sul posto, è un teatro”, diceva Francy. Intanto il tempo passava, si faceva tardi e giustamente Cops aveva cominciato a telefonare: ”dove state?Vi ho preso i posti, ma qui già c'è gente e il teatro è piccolo!”. Dove eravamo? Sarebbe stato bello saperlo anche per noi. Non mi ero mai perso in giro per l'Italia, dopo tutto ero pur sempre mezzo uomo e mezzo macchina, ma trovare quattro case disperse su una collina iniziava ad essere un problema…rimaneva ancora il dubbio se cercare il Teatro Saliceti a Bellante o a Ripattoni, così eravamo costretti a chiedere informazioni e chi meglio di un benzinaio? Ryo:“scusi” Benzinaio:”quanta ne metti?” Ryo: “no, no sono a posto, solo un'informazione…dobbiamo andare al teatro Saliceti di Ripattoni\Bellante ” Benza: ”il teatro non lo conosco, ma a Ripattoni o a Bellante?” Ryo: “ehm..vedi…non lo sappiamo di preciso…” Benza : ”comunque vi dico la strada per Ripattoni e Bellante” E così, come è, come non è, decidemmo di prendere per Bellante che per nostra fortuna era nella stessa direzione di Ripattoni. Sul posto l'unica opzione era ancora chiedere, ma questa volta feci parlare Francy, nominata navigatore dopo la sosta dal benzinaio: “scusi, scusi. Ci potrebbe dire la strada per il teatro Saliceti di Bellante?”. E l'uomo anziano del posto: ”questa è bellante, ma teatro salicello, salicelo, salicello?[dialetto]”, “ehm…si si quello”. “ahhhh allora Rippatuni, tornate indietro a Ripattuni [dialetto]”. Bene, nonostante la probabilità nella scelta del posto giusto fosse del 50%, avevamo naturalmente sbagliato. Ripartii a tavoletta mentre il tipo stava ancora pronunciando parole incomprensibili, ignaro di quello che avremmo incontrato poi…lungo la strada, all'ennesimo bivio eravamo ancora costretti a chiedere e l'unica persona era una donna…ora non posso dire quello che ci eravamo detti, non lo so, i dialetti sono tutti belli e particolari, ma quando qualcuno ti chiede informazioni, si dovrebbe parlare in italiano, o comunque qualcosa di comprensibile, almeno per gentilezza!!! In tre, Francy, la Sara ed io, non avevamo capito nulla; in 2 minuti di dialogo, l'unica cosa che eravamo riusciti a distinguere in quel mare di suoni, era la parola "salita" e "cartello". Quindi presi la salita e dopo un po' trovammo l'indicazione per il “teatro”…nel frattempo, era giunta l'ora del concerto ed eravamo in ritardo, quindi, nonostante il continuo lamento dei nostri stomaci, decidemmo di non fermarci al chiosco della porchetta, “tanto ci sarà qualcosa al teatro”. Grosso sbaglio… |
FINALMENTE L'ARRIVO Era tardi, terribilmente tardi, ma c'era ancora gente all'ingresso del…del…”ma quello è un teatro?”, pensai. In realtà era una saletta\auditorium per 60 persone, molto bella, con un'acustica fenomenale e soprattutto accogliente, a mio avviso perfetta per un evento simile. Un teatro sarebbe stato troppo dispersivo. Comunque, nonostante era già passato l'orario di inizio, riconoscemmo subito il batterista Bobo che stava entrando: “Chriiiistiannn Fave Club dall'Umbria!!!” (Francy) “Ciao Christian, ma dove cavolo venite a suonare? ‘sto posto è introvabile!” (Ryo) e lui: ”non lo dire a me, sono arrivato adesso anche io ed ora fatemi entrare che devo portare a Faso la cena, ancora non ha mangiato!”. “Nemmeno noiiii” era il coro delle Fave Umbre. Improvvisamente lo stomaco si fece sentire, ma non c'era nulla da fare, l'unico bar del paesetto aveva chiuso alle ore 19. Per questa volta il mondo non avrebbe mangiato il nostro cibo. [cit.] Ringraziato Cops e gli altri per averci preso posto, salutate le Fave Romane arrivate in perfetto orario per l'inizio del concerto, tutto era pronto. |
IL CONCERTO Tutto incentrato sulle avventure di Luigi Bobetti. Bellissima tutta la scaletta effettuata, in particolar modo "Volcano for Hire", "Calcutta's Joy", "Drama in Jamaica" e "Bobetti's revenge". E' stato incredibile ascoltare così buona musica, musica, niente parole, tutto quello che si deve comunicare passa attraverso tre strumenti, batteria, basso, chitarra, in una perfetta armonia di suoni, scale e melodie. Del resto non ci si poteva aspettare altro da tre musicisti di quel livello! Molto carino e divertente anche il siparietto finale, in una sorta di sfida tra basso e chitarra. Riassumendo, la morale di questa storia è: andate a sentirli, compratevi il Cd, merita veramente!! E se avete dubbi in proposito, l'andare ad un concerto vi farà cambiare idea, garantito!!! Terminato lo spazio pubblicitario ed anche il concerto, non ci restava che salutare |
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| complimentarci per lo settacolo, fare quelle 30 o 40 foto che fanno contenta una Fava, celebrare l'Ares Milano Baseball con il suo presidente, e ripartire di corsa, invidiando un pò, ma poco poco, quelli che potevano rimanere più a lungo. Nel frattempo era comico pensare che nemmeno le Fave Romane avevano cenato, era una cosa che ci univa un pò tutti, praticamente ci stavamo nutrendo di musica, ottima musica. Eravamo affamati ma contenti, avevo anche con me la bacchetta usata da Meyer per suonare, bel ricordo no? | |
IL RITORNO Ora, il viaggio di ritorno filò liscio e tranquillo, nessuno mai capì il perchè all'andata impiegammo circa 2 ore e mezza, mentre al ritorno un'ora in meno; non avevo aumentato la velocità, quindi l'unica spiegazione era che avevamo evitato di perderci e questo era un bene. In realtà, nessuno al momento si era posto il quesito, avevamo tutti troppa fame. Il primo posto che avremmo trovato era sicuramente a Terni, quindi, appena giunti nella mia città, portai le ragazze ad un forno aperto tutta la notte, dove finalmente riuscimmo a comprare pizza e dolci. Ci salutammo lì e poi ognuno per la sua strada, contenti e consapevoli di aver aggiunto una nuova avventura alla nostra lista...e non sarebbe stata certo l'ultima!!! Mi rimane il ricordo di me stesso che cena alle 2:30 a.m. sul letto, in pigiama, ma soprattutto la musica del Trio Bobo da rivedere e rivedere in video; un dvd che ho regalato anche ai musicisti e che non sarà mai in rete, mi spiace per voi, l'ho promesso, andateli a sentire!!! MaRyo |
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