PRIMA

Il caldo torrido era quasi soffocante, riuscivamo a sudare persino nelle mutande, la gente cercava di rifugiarsi al fresco nei supermercati, questa era l'estate del 2003, precisamente Luglio. Una di quelle notti estive in cui si ritornava a casa obbligatoriamente tardi, tanto il caldo non permetteva di dormire, incontrai un mio amico che esordì dicendo: ”oh, ma te che sei fava, andrai sicuramente al concerto a Roma!!! Dai, ci sentiamo che ci si organizza per bene.” Ed io, con più naturalezza possibile: ”ma certo che ci vado, figurati se non mi sento una data del Cicciput Tour!”. Ci salutammo così, avevo appreso in questo modo della data romana, ora potevo organizzarmi. Il tutto era molto semplice…convinsi il mio amico Valentino ad ospitarci a casa sua a Roma, tanto eravamo solo in quattro, mentre gli altri tre sarebbero tornati a Terni la notte stessa. L'unico problema era che su sette persone, l'unica fava ero io, così dovetti partire prima, il pomeriggio, mentre loro sarebbero arrivati la sera.

Considerando che il giorno successivo sarei andato a Milano a trovare il mio amico Luca, lasciai a Valentino il borsone per non avere ingombri, presi il biglietto del treno e mi diressi verso la Capitale.

 

IL GIORNO DEL CONCERTO

Ora, è risaputo il fatto che alla domanda: “quanto ci vuole per Terni-Roma?”, la risposta è sempre: “dipende in che punto di Roma devi arrivare!”. Bene, il concerto si sarebbe tenuto nell'ambito di “Fiesta!” organizzata all'interno dell'Ippodromo delle Capannelle, praticamente alla periferia di Roma ed ovviamente dalla parte opposta alla stazione. Arrivare fu un massacro, non tanto perché dovetti prendere il treno, la metro, e l'autobus, quanto per il caldo, non smettevo un attimo di sudare, ma questa volta fui contento dato che non ero il solo! Dopo il giro turistico, arrivai all'ippodromo troppo presto, alle 15:30, per constatare che non c'era nessuno…questa volta però non era colpa mia, ma degli orari strampalati dei treni. Decisi così di prendere il biglietto ed evitare la fila più tardi, “apertura biglietteria ore 17, ingresso alle 19:30”, questo recitavano i cartelli, così non avevo altra scelta che aspettare all'ombra; appesi ad un albero la maglietta e misi l'”uniforme” per il concerto, la maglia gialla del Fave Club! All'istante un ragazzo si avvicinò “ciao, scusa, sei qui per il concerto?”. Secondo te, cosa ci fa un coglione vicino ad un ippodromo deserto, con una maglia con scritto Elio e Le Storie Tese Fave Club? Questa sarebbe stata la risposta più appropriata, ma la mia gentilezza mi fece rispondere solo “certo”. Questo bastò per consentire all'individuo di prendersi tutta la confidenza del mondo, così, per passare tempo, si parlò di Fave Club, del fatto che lui non era una Fava Romana solo perché non abitava a Roma ma in un paese vicino, se conoscevo o no un certo Duccio, il capo delle FR (che ancora non avevo mai visto) e del fatto che aveva sentito le canzoni di “Live in Borgomanero” ma non riusciva a trovarle…fu un caso, ma avevo proprio “Live in Borgomanero” nello zaino insieme al cd de La Drummeria da far firmare a Christian Meyer, così decisi di fare la brava Fava e glielo regalai, con la promessa che si sarebbe iscritto al Fave Club quanto prima. Oltre a questo, mi aveva offerto l'acqua che si era portato e quindi ricambiare mi sembrava il minimo. Intanto si era arrivati alle 17 e all'altro ingresso si erano radunate altre Fave tra cui le FR e Duccio. Erano arrivati anche EeLST e la SilviaBolbo che, delegando Duccio, ci fece entrare per il soundcheck.

 

IL SOUNDCHECK E IL CONCERTO

L'ordine di non avvicinarci al palco fu immediatamente sostituito con l'invito di Rocko Tanica: “ciao Fave, che fate laggiù? Fate un passo avanti, un altro, un altro, così va bene!”. Il soundcheck fu uno spettacolo, soprattutto perché si capì che l'intenzione era di suonare Pagàno! Appena uscito Cicciput, non mi piaceva questa canzone, ma sentirla dal vivo mi fece cambiare idea all'istante anche perché era difficilissima da suonare!

Prima di cominciare Faso si rivolse a noi: ”ora proviamo Pagano, solitamente ci riesce perfetta solo 3\4 volte su 10, speriamo bene!”. La dinamica degli eventi fu più o meno questa: -Inizio Pagano- “scusate ho sbagliato io” Tanica, -ricomincia Pagano- “chiedo scusa, errore mio” Meyer –ricomincia Pagano- “ehm, possiamo riiniziare? Colpa mia.”Faso. Dopo tre tentativi la canzone era perfetta, noi eravamo contenti, loro pure. Mi resi conto all'istante di quanto poteva essere complicata Pagano se musicisti di quel livello avevano difficoltà. Ero ammirato e pensavo a tutti quelli che non capivano il perché possa piacere EeLST, che poveretti!!! Peggio per loro!!! (Per la cronaca, fu perfetta anche durante il concerto).

Verso l'ora di cena aprirono i cancelli, noi eravamo rimasti all'interno grazie alla collaborazione Bolbo-Duccio, ed arrivarono anche i miei amici. La gente era davvero tanta e continuava ad aumentare, così Simmiyy propose di prendere posto. Il concerto fu bellissimo, gente felice ovunque, divertita dalla buona musica e dalla presenza dell'ospite Giorgio Bracardi, ottimo interprete in "Che felicità". Dopo aver asciugato il microfono, Elio continuò a cantare fino a concludere con Tapparella. Intanto tra il pubblico vigeva la selezione naturale, l'aria era irrespirabile, l'ossigeno scarseggiava e sotto il metro e 70 non era garantita la sopravvivenza. Per fortuna gli organizzatori iniziarono a regalare bottiglie d'acqua, anche gli stand gastronomici regalavano acqua e a noi disgraziati che eravamo nel mezzo della folla, non ne arrivò nemmeno una!!! I soliti fortunati, così riuscimmo a rimediare a fine concerto un bicchiere di ghiaccioli e basta. Un backstage con tutto il casino che c'era, non era ovviamente possibile, ma riuscii lo stesso a far firmare a Meyer il cd de La Drummeria.

 

Non restava che andarsene, salutai le fave, salutai coloro che sarebbero tornati a Terni e mi feci lasciare a casa di Valentino, mentre gli altri si sarebbero fatti un giro per Roma. Perchè non andare con loro??? Semplice, avevo il treno per Milano alle 6:30 della mattina...Il mio amico Luca al telefono era stato chiaro: "dai, arriva presto, che qui è bel tempo e abbiamo organizzato un pic-nic sul lago", quindi per arrivare all'ora di pranzo non avevo scelta...solo che il giorno dopo Milano era sotto la pioggia...

MaRyo

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