PRIMO GIORNO - L'ARRIVO

Leggendo come era stato il concerto a Mantova l'anno prima, non potevo lasciarmi sfuggire l'occasione questa volta. La location? La stessa, Palazzo Tè.

Ero in Sardegna, l'unica soluzione era arrivare a Livorno e da lì a Guastalla (che da ora chiameremo amichevolmente Alcatraz)…niente di più semplice, ma quando qualcosa deve andare storta, ci andrà. La nave, che sarebbe dovuta arrivare alle ore 12, approdò a Livorno alle 15:30 ed in più, come se non bastasse, avevo il ginocchio sinistro infiammato, più grande del doppio rispetto al destro ed ogni volta che dovevo premere la frizione erano dolori. L'unica cosa da fare era telefonare a Formy…la nave si stava avvicinando al porto e quindi il cellulare prendeva di sicuro; lo accesi, batteria quasi morta, così, invece di telefonare, mandai un sms (o meglio un S.O.S.): “Formy ho un ginocchio infiammatissimo, mi vai in farmacia a comprare Fastum Gel e il ghiaccio istantaneo?”. Feci appena in tempo ad inviare, la batteria morì e l'unica opzione era aspettare di raggiungere la macchina per caricarlo e così feci. Quando chiamai Formy era già stata alla farmacia di Alcatraz insieme ad ATMB, arrivato di prima mattina!!! Il viaggio lungo l'A22 tutto sommato trascorse tranquillo, ascoltando musica e parlando al telefono con Luca e mia cugina Titti; per fortuna c'era poco traffico, così non dovevo usare troppo la frizione.

L'avventura vera iniziava ora, la vera sfida era penetrare ad Alcatraz; dal momento che a Reggio Emilia si abbandonava l'autostrada, iniziava il caos più totale, ma questa volta ero fiducioso, c'ero già stato! Mai essere troppo ottimisti…feci giri assurdi cercando di seguire la cartina ma i lavori in corso e le continue deviazioni sballavano tutto. Basta! “Quando non si ha il navigatore, meglio seguire l'istinto!” mi dissi, così, dopo esser passato per paesi, cittadine della pianura padana (Correggio, Rio Saliceto, Novellara) attraversai S.Rocco e capii di essere quasi arrivato, stravolto ma contento.

Alcatraz era completamente diversa, non c'era la neve a nascondere tutto come l'ultima volta; salutai la minorenne sorella Formytesa e brader ATMB che subito prese il mio posto alla guida della Fava Mobile. L'unica cosa che mi serviva era una bella doccia, a confronto la mia città poteva essere benissimo un frigorifero, mentre Alcatraz era sui 38-40 °C.

“Cosa? La doccia? Ma nooo…ora andiamo alla stazione a prendere Mitch che è arrivato 40 minuti fa! Poi vi sbrigate che siamo a cena da me”. A quanto pare Formytesa aveva pianificato tutto, ma almeno un po' di relax a cazzeggio, senza fare niente, la sera, era doveroso!

“Ah, e poi stasera non voglio sentire storie, andiamo a Casoni che c'è la festa della birra ed è un posto pheego e vengono anche la Garibaldi e El Paquete”. Appunto, come non detto…Relax SoKa!

 

CASONI

Casoni a tutta birra era veramente una grandissima festa della birra…già dall'ingresso si sentivano i Negrita suonare, ma a noi non interessava molto! Dopo una mezz'ora a girare tra le giostre e le varie lotterie a premi (la pesca, tiro al bersaglio con la carabina…) ci separammo da Formy, la Garibaldi, El Paquete e mammaFormy: loro andarono a farsi un giretto e a salutare i compagni di scuola, e noi a farci una birra e a renderci conto di quanta pheeega potesse esserci…nonostante la tanta tanta gente, davvero poca, ma solo tanti tanti tamarri. Eh sì, mia sorella aveva ragione. La serata giungeva al termine e come era facilmente prevedibile le ragazze dormirono a casa loro, lasciando noi poveri innocui, indifesi giovani uomini in ostello. La sera ci addormentammo rincuorandoci dato che ci saremmo riposati alla grande, dato che la mattina non c'era niente da fare. L'unica fregatura? Le 1000 mosche da combattere che tranquille svolazzavano per la stanza rompendo le scatole!

IL GIORNO DEL CONCERTO E RITORNO A CASA

Il risveglio fu molto strano, con una voce non ben riconosciuta: “allora ragazzi, dormito bene?”. Non ero sicuro se fosse sogno o realtà, mi accorsi di essermi necessariamente svegliato solo quando sentii ATMB rispondere a papà Formy.

“Mitch, buongiorno, che ore sono?”. “Presto, troppo presto…sono le...uhm…”.

Uff…cavolo, ormai tanto valeva alzarsi, passare in farmacia per garze e pomata, decidere la spesa per il pranzo e prepararsi per Mantova.

La Coop ci stava aspettando insomma e dopo aver cazzeggiato in lungo e in largo tra gli scaffali dei libri e soprattutto delle cioccolate, prendemmo gli ingredienti per la Crudaiola, pasta suggerita dallo chef ATMB che si rivelò buonissima e gustosa. Dopo quell'etto a testa che ci sta sempre bene e un cordon bleu eravamo sazi; una rapida sbirciatina alla mansarda di Formy per vedere come era e per prendere le prenotazioni per il concerto e via, in macchina direzione Mantova.

Incredibile quanto sia facile uscire da Alcatraz quando sei a bordo con una del posto che ti indica la giusta via! In poco tempo eravamo alla stazione a prendere la Phlooo e dopo altri 10 minuti a Palazzo Tè, ovviamente in anticipo per cercare di partecipare ad un soundcheck che a quanto pare c'era stato il giorno prima. Comunque mi rincuorava il fatto che non eravamo i soli ad essere già presenti ore prima dell'inizio, infatti due ragazze in lontananza erano sul prato ad aspettare. Più mi avvicinavo e più avevo la convinzione di averle già viste da qualche parte…quando la distanza fu giusta capii tutto, erano Francy e Klapac, arrivate prima di noi. Tutto sotto controllo insomma, altre Fave; chi poteva essere a quell'ora se non altre Fave? Più o meno eravamo tutti, tranne Grumo che era arrivato alla stazione da poco. Passammo il tempo a chiacchierare, a fare qualche milione di foto ed a raccontare storie ed aneddoti eliatici fino a che Klapac non esclamò:”secondo me, quella camminata è di Grumo!”. In effetti c'aveva visto giusto, ora eravamo al completo! Degno di nota il tempo, un cielo azzurro privo di nuvole e tanto, troppo sole…era la prova che stavo annientando il Power of Grumo e questa volta il concerto si svolgeva all'aperto, quindi era una prova bella e buona del Power of Ryo.

Verso l'ora di cena, consumata velocemente al chiosco dove l'anno prima avevano incontrato Christian Meyer, feci la conoscenza della quasi maggiorenne Cate, scoprendo con grande piacere che era tutto l'opposto di come pensavo…mai dare giudizi affrettati senza prima conoscere una persona! E così, tra Cate ed ATMB che si tiravano l'acqua e noi altri che consumavamo panini e gelati, era giunto il tempo di ritirare il biglietto prenotato mediante il sito ufficiale.

< Salve, siamo del Fan Club di Elio e Le Storie Tese, questa è la prenotazione di un biglietto per il primo settore, senza pagare la prevendita>.

<<Ah sì, certo, TicketOne! Cognome?>>…<Ah no, non è TicketOne, è direttamente la prenotazione sul sito ufficiale di EeLST!>.

<<Uhm…a noi non è stato detto nulla, la loro agenzia non ha comunicato questa cosa, mi informo e vi faccio sapere>>.

Perfetto, davvero perfetto, come sempre la seconda equazione di Marok (dopo la prima, Pheega + Informatica = costante), cioè Fave = FanKulo, non ci abbandonava mai. C'erano ragazzi che al concerto prima non erano riusciti ad entrare perché i biglietti erano finiti e questa volta per sicurezza si erano muniti già di tagliando. Il panico e la delusione si stavano impossessando di noi, qualcuno inveiva contro l'amministrazione Hukapan, altri pregavano ed altri ancora si stavano trasformando pian piano in vegetali, entravano in uno stato di trans con lo sguardo perso verso l'infinito. Mentre pensavo all'unica, vera capo Fava Silvia Bolbo (senza nulla togliere a Re Federico che è un grande), ci salvò tutti uno degli organizzatori.

<<Bene ragazzi, scegliete un posto, pagate ed entrate!>>. I sorrisi si accesero sui nostri volti ed esplosero ancora di più quando leggemmo il cartello: “Sono severamente vietate riprese audio\video e fotografare all'interno di Palazzo Tè”. Praticamente tutti, compresi noi affetti dal morbo di Marok, eravamo muniti di macchina fotografica digitale. L'unica ad essere uscita dalla dipendenza da foto? La mia favica sorella Formytesa, che si giustificò così: <<tanto c'è Grumo che ne fa 1000 e poi ce le passa! E' questa la mia filosofia ora!>>.

Prima doverosa tappa, ancor prima di prendere posizione, lo Store, sia per salutare Marco, sia per acquistare la nuova maglia del Tour 2006 (decisamente misure a cazzo, ergo la L o XL troppo piccole), la tazza EeLST e la mitica cuffia per la piscina. Guardandoci attorno, una cosa che saltava subito all'occhio era il pubblico, non proprio quello classico EeLST ma molto più ampio ed eterogeneo , ovviamente c'era da considerare tutto quello di Bisio! Così ogni urlo, coro, il solo cantare a squarciagola le canzoni, provocava come effetto quello di stranire queste persone, soprattutto quelle davanti a noi che ad ogni grido di Formy commentavano non poco. Non so se avete mai avuto modo di sentire con che intensità un suono può uscire dalla gola di Formy, ma c'è seriamente il rischio di rompersi un timpano…durante un concerto poi! Non vi sto a parlare di quanto possa essere bello, ben riuscita l'accoppiata Elio e Le Storie Tese \ Claudio Bisio e non vi cito la scaletta perché la sapete tutti a memoria, c'è solo da dire che è uno di quei spettacoli che rivedrei anche di continuo senza annoiarmi (tranne Mio Cuggino, eheheh). Segnaliamo invece la simpatia di un tamarro della security che vedendo un flash proveniente da dietro la nostra fila, si precipitò da Grumo…

<< Non lo sai che è vietato? La prossima volta chiamo i carabinieri e come minimo te la faccio sequestrare, non l'hai letti i cartelli all'ingresso? >>…<< ma FanKulo, non può farlo >> disse Grumo, e poco dopo, precisamente alla fine di Supergiovane, una figura ancora non ben definita andò sotto al palco, armato di canon digitale e con un flash fotografò l'asta del microfono scagliata a terra dal nostro super eroe preferito! Un atto di vero coraggio.

Far capire alla security che potevamo entrare nel backstage era impossibile, a volte molti ti trattano con arroganza senza sentire ragioni e solo perché hanno su un cartellino con scritto Staff, mah! Comunque una ragazza molto gentile della Hukapan (che non era la Chiara), ci venne a prelevare e ci portò in una sala di Palazzo Tè in cui la temperatura era troppo calda anche per i beduini del deserto e lì, gentili come sempre, c'erano i nostri eroi: un salutino a tutti, qualche foto e per la prima volta anche con Claudio Bisio, molto disponibile anche lui. Avevo da poco finito di parlare con Rocco (grazie!), quando girandomi vidi mia sorella a terra che era svenuta con persone intorno e Faso gentilissimo che cercava di alleggerire l'atmosfera con ironia e acqua fresca per tutti. Evidentemente la guastallabeachese non riesce a resistere troppo tempo vicino a Rocco, ahahahahah!!! E così la serata era finita, un po' con le palle girate salutai la Cate, Klapac e Francy e caricai in macchina Atmb, Mitch, Phlo e Grumo, direzione ostello. Stranamente, ognuno per i cavoli suoi, l'atmosfera era un po' pesante; la notte dormimmo tutti o quasi con la ferma convinzione di lasciare l'Emilia abbastanza presto ma tanto si sa come vanno a finire queste cose e così ci fermammo a pranzo da Formy per partire nel pomeriggio; Grumo cercò di abbandonare Alcatraz in treno, che se vogliamo è l'operazione più facile, mentre Atmb ed io con la mia macchina…vi dico solo che tra chiacchere e varie parolacce, Guastalla – Autostrada a Reggio Emilia = quasi 1 francy sempre a causa di quei lavori in corso che circondavano la zona. Il viaggio fu un vero massacro, tutti e due stravolti dalla stanchezza (lui più di me), sosta obbligata per acqua fresca, caffè e tra un sonnellino, quattro chiacchere, un po' di musica eravamo nel tardo pomeriggio ad Orte. Salutai brader Atmb, gli dissi un fraterno “in bocca al lupo” perché arrivare in quelle condizioni a casa alle 5 di mattina non era bello, e poi via, di nuovo nella conca.

Alla prossima

MaRyo

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